Dopo gli addii al ‘900 di Aldo Moro e Francesco Cossiga, il congedo del “presidentissimo” Giulio chiude il “triangolo delle Bermude” della storia patria.

Un mondo che ha segnato l’animo italiano, l’interiorità di una nazione, all’ora come oggi, giovane e fragile.
Un mondo dalle contraddizioni gigantesche, nel quale la gabbia della droga divenne illusione di libertà, di evasione, di emancipazione sociale.
Il “secolo discusso”, dai mille e mille volti che Andreotti incarnava incomparabilmente.
Dopo gli addii al ‘900 di Aldo Moro e Francesco Cossiga, il congedo del “presidentissimo” Giulio chiude il “triangolo delle Bermude” della storia patria.
50 anni di misteri, picconate, ed abissali silenzi-omertosi consegnati per sempre all’oblio. Mezzo secolo di cui continuiamo a portare profonde “stigmate” e a pagare dazio in termini politici, economici e, soprattutto, socio-culturali.
L’Italia sembra ferma lì. Alle soglie del nuovo millennio. Con una classe dirigente (la generazione dei quarantenni-cinquantenni) imbrigliata e, per tanti aspetti, collusa ad un passato ingombrante, potente, disgregante.
Un blocco culturale ma anche, ed innanzitutto, di interessi occulti e manifesti che l’Italia 2.0 eredita e che è destinato a segnare come “peccato originale” un futuro – quello nazionale – per tanti versi ancora tutto da pensare.

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