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Verdini il vecchio repubblicano

In Italia è meglio avere un partito, ancorché piccolo, piuttosto che un’azienda o un giornale che ormai nessuno più legge.

di Giacomo Properzj | 29 Gennaio 2018

Da notizie assunte con difficoltà sembrerebbe che il gruppo ALA che fa capo al senatore Verdini e che può, senza raccogliere firme, presentarsi alle elezioni, abbia fatto un accordo con il PRI reduce da un recente congresso nazionale che, tanto per cambiare, aveva registrato una ennesima scissione. Il senatore Verdini si è palesato, con accenti sentimentali, essere un “vecchio repubblicano”: quanto al vecchio non si discute ma come repubblicano abbastanza recente visto che la sua tessera, per altro autorevole, era firmata da Spadolini e Giorgio la Malfa cioè si rifaceva a una fase di sviluppo anche elettorale del partito a suo tempo molto promettente. Ora del senatore Verdini molte cose si possono dire circa il suo repubblicanesimo, il suo interesse per la politica delle idee, la sua scarsa corrispondenza col Codice Civile ma non si può dire che sia un fesso come la gran parte dei suoi seguaci e, in genere, degli attuali politici italiani.

Se ha fatto questa operazione di coinvolgimento del PRI non credo l’abbia fatta perché spera di essere eletto, la virile formazione non raggiungerà l’ 1%, ma perché nel futuro un partito di antica qualificazione, di cui rapidamente si impossesserà, gli potrà servire. In Italia è meglio avere un partito, ancorché piccolo, piuttosto che un’azienda o un giornale che ormai nessuno più legge.

Per quanto mi riguarda, se posso entrare un poco nel personale, ho sempre votato PRI fino a che l’ho trovato sulla scheda ma questa volta sarei stato in forte imbarazzo anche se non ho, come ho detto, nulla contro il senatore Verdini. Il quale senatore è anche possibile rianimi il PRI.

Per fortuna il mio amico Bruno Tabacci mi ha risolto il problema con l’aggregazione della Bonino e di Della Vedova per un partito tutto di intonazione europea. Ricordo Ugo la Malfa che raccomandava di “restare attaccati alle Alpi e di non scivolare nel Mediterraneo” perché solo nell’abito degli Stati Uniti d’Europa possiamo avere un futuro democratico ed economicamente valido. Ho visto con piacere questa mattina che Giorgio la Malfa ritrova l’accordo con Giavazzi e Alesina dopo un lungo periodo di contrasti e questo può rappresentare la creazione di una piattaforma di politica economica per il nostro Paese non più basata sui regalini elettorali ma che affronti il grave problema del Debito Pubblico.

Mi rendo conto di essere molto sintetico e sommario ma avremo l’occasione di approfondire questi argomenti nel corso della campagna elettorale. Del resto tutti sanno che non servirà a creare uno stabile governo ma che potrebbe, intanto, chiarire al nostro improvvido elettorato gli aspetti più importanti della vita politica del nostro Paese.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : Primo pianoTag: azienda, campagna elettorale, debito pubblico, elezioni, europa, futuro, giorgio la malfa, governo, italia, La Malfa, pri, senatore, stati uniti, sviluppo, ugo la malfa

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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