Prova a mettere due coppie (all’apparenza “civili” e ben affiatate, con principi saldi e idee chiare sulla non violenza, la pace, la comprensione, l’apertura al dialogo) a parlare dei propri irrinunciabili principi e dell’educazione dei propri figli e prova a vedere cosa succede. Ė quello che ha fatto con risultai sorprendenti Roman Polanski, partendo dalla pièce teatrale “The God of Carnage” di Yasmina Reza che, con lo stesso Polanski ha collaborato alla stesura della sceneggiatura.
I quattro protagonisti si incontrano per “risolvere civilmente” il diverbio, trasceso in violenza, fra i loro figli adolescenti.
Il regista colloca le due coppie in un salotto e le lascia letteralmente libere di sbranarsi.
In 79 minuti di quasi delirio i quattro adulti si scambiano accuse, sembra si creino accordi che si scompongono subito dopo, i mariti fanno spesso fronte comune, le mogli un po’ meno ma ci sono anche fra di loro momenti di totale comprensione.
In una perfetta unità di tempo e luogo, ma senza la staticità teatrale si svolge l’azione diretta con mano ferma da un Polanski che, pur essendosi accostato di rado alla commedia (“Per favore non mordermi sul collo”, “Luna di fiele”) dimostra di conoscerla bene, aiutato in questo anche dagli interpreti.
Jodie Foster (Penelope) è una scrittrice che si occupa delle ingiustizie che affliggono il mondo, John C. Really (Michael) è un grossista di prodotti per la casa; Kate Winslet (Nancy) è un broker finanziario, mentre il marito Christoph Waltz (Alan) è un avvocato.
Ognuno indossa una maschera ipocrita, maschera che verrà gettata via nel corso dell’incontro/scontro tanto che alla fine del film i quattro si odiano profondamente
Un commedia sulle buone maniere e sull’ipocrisia dominante nei rapporti interpersonali trattata però con sottile ironia.
Geniale la scena finale del film con il criceto, di cui tanto si è parlato, in primo piano nel parco mentre sullo sfondo i due ragazzi, lontani dall’idea e dai dubbi dei genitori “dobbiamo fare la cosa giusta/ma quale è la cosa giusta?”, continuano i giochi con i compagni.
Maria Rita Monaco

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