
Se Gutenberg ha inventato la stampa, Venezia ha inventato il libro, grazie ad Aldo Manuzio (veneziano di adozione). Oltre a sistematizzare il concetto di libro e la sua grafica, Manuzio diffuse il libro tascabile (in 16°) e il corsivo (che non a caso si chiama “italics” in inglese). A fine ‘400 a Venezia c’erano 150 stamperie, tanto per capirci a Parigi erano 60. Per tutto il ‘500 Venezia fu il centro europeo della stampa, nel ‘600 fu Amsterdam ma nel ‘700 Venezia riprese un ruolo guida.
Amo i libri, la mia casa ne è piena (ammetto ci sono molti più libri della mia capacità di leggere), e mi sono anche tolto lo sfizio nella maturità (e quando sennò?) di crearmi una piccola biblioteca di libri antichi. Il mio vanto è un libro di metà ‘500 edito dalla bottega di Aldo Manuzio ma, a parte qualche raro caso, non è che le mie antichità siano di gran qualità. Ciò nonostante, mi piace il loro odore, la ruvidezza delle pagine rese rugose dalle impressioni al torchio e il suono della carta che letteralmente “canta”. Al contrario di ciò che intuitivamente si può pensare, le pagine migliori (o più fresche) sono spesso quelle antecedenti a fine ‘700, quando la carta era ancora prodotta da stracci e non da cellulosa.

Sono partito da Milano già con l’idea di comperare a Venezia un libro antico, stampato secoli fa nella mia città. Nel mio immaginario sentimentale, questo sarebbe stato un nuovo legame fra me e lei.

Nei primi giorni del mio soggiorno sono quindi andato a caccia di librerie antiquarie. Ce ne sono solo tre. Nella prima, di vicino a Campo san Barnaba, ho comperato un divertente libretto del 1773: la Corneide. Un poema sulle corna coniugali (tema eterno ed eternamente soggetto a ironie, pettegolezzi, divertissement di alcuni e drammi di altri). La libreria è gestita da Daniele, che ha cominciato questo lavoro tardi, dopo aver passato diversi anni, come buyer di Auchan. E’ originario di Senigallia, si è trasferito prima a Padova, dove, sotto la spinta di uno zio, ha cominciato come ambulante. Poi, accertato che il nuovo lavoro era una vera passione, ha aperto il suo prezioso bugigattolo a Venezia. E’ molto contento della sua scelta di vita e a Venezia si trova benissimo.

Il secondo che ho visitato si trova vicino ai Frari. Un negozio più strutturato e di immagine. Ho prima incontrato Giacomo con il quale ho intavolato una chiacchiera ampia sui libri e sui nuovi sistemi di marketing. I libri antichi hanno due “Amazon” specialistici: Maremagnum e AbeBooks, che Giacomo usa contando sul fatto che Venezia funziona molto bene come luogo per libri antichi a livello mondiale.
Lui però ha anche voluto fare un sito proprio. Per immagine più che altro – mi dice – e, nel caso, per contatti più personali.
“Perché non dai un’occhiata al mio sito?” mi chiede “poi mi dici che ne pensi.”
Ho passato la serata stessa sul suo sito. Ho scovato alcuni banali ma fastidiosi errori di catalogazione e alcune mancanze per un “buon rapporto” con l’utenza.
Inoltre, scorrendo il catalogo, ho anche trovato un certo numero di libri di mio interesse (forse lui a questo puntava!):
Il giorno dopo sono tornato con i compiti a casa fatti per benino. Però in negozio ci ho trovato la moglie Cristina, che peraltro era stata informata di me e alla quale ho fatto la mia relazione. Apprezzata.
Cristina mi racconta che prima avevano il negozio vicino a San Marco, troppa confusione, troppa gente incompetente che entrava senza vere intenzioni e possibilità per comperare e affitto troppo esoso. Si sono spostasti in una zona “buona” (i Frari sono un’ottima location) e sono ben contenti della scelta.
Da loro ho comperato nei giorni successivi un libro del 1756 dal titolo “Il commerzio pericoloso tra i due sessi fuori del matrimonio” e una storia dell’origine Venezia, con in aggiunta le origini di Milano, Mantova e Ferrara, pubblicata nel 1648.: Mi ha fatto uno sconto notevole.
La terza libreria, la più nota, mi è stata subito antipatica. Non ho avviato nessuna relazione, né umana né commerciale.
Comunque, la mia voglia di libri antichi è tale che eccede di gran lunga le mie possibilità economiche.

Ho quindi trovato una soluzione. Mi sono iscritto alla Biblioteca Marciana, ho visitato la parte monumentale, e sono orgoglioso, come veneziano, della tessera che ho in tasca e che mi consente di accedere al suo grandioso catalogo.
Francesco Pelizzari



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