Sette ricette della cucina tradizionale toscana condite con un pizzico di giallo e una punta di sottile ironia: da leggere attentamente, cucinare lentamente, assaporare con gustosa fiducia.

Già prima di lei altri, Simenon per citarne uno , avevano accostato alle indagini sane indicazioni culinarie; come dimenticare i manicaretti della signora Maigret che accompagnava con le sue osservazioni e supportava con il cibo le faticose indagini del marito? Ma Laura è andata oltre, ha fatto di più. Alla fine di ogni racconto c’è la vera ricetta del giorno, quella da seguire per ritrovare i sapori e le atmosfere di un tempo, quella vera in poche parole e non quella “corretta” di cui si legge nel corso del racconto, pericolosa per la sopravvivenza e quindi da evitare accuratamente anche perché il delitto perfetto esiste solo nei racconti o in rarissimi casi fortuiti. Quindi leggiamo per divertimento ma non imitiamo.
Ieri sera il libro è stato presentato in una cornice diversa dalla solita libreria, dalla solita saletta di una biblioteca, un luogo le cui pareti erano sì tappezzate ma non di libri, bensì di bottiglie di vino. Laura Vitali aveva chiamato un po’ di amici (che poi si sono rivelati tanti) all’ ”Enoteca da David”. C’era un via vai di colleghi, insegnanti , scrittori, amici e compagni di scuola. Si formavano capannelli intorno a lei e si commentavano racconti e vignette con un bicchiere di buon vino in mano. Oggi si usa l’apericena e quello di ieri sera non è stato guardato con sospetto da nessuno dei presenti. Tutto buono e nessuna ricetta “corretta” ma la cosa migliore, anche se in campo diverso, era ovviamente il libro.
C’è il giallo nel libro di Laura perché ci sono veramente dei morti ; morti da lungo tempo, vivi con un futuro limitato, morti “di giornata” ma c’è anche tanta sottile ironia e un’assoluta capacità di annunciare la catastrofe con parole leggere, tanto che quando finisci di leggere la frase “è acqua passata…via su buonanotte babbo” dopo un attimo di sospensione non puoi reprimere una risata che diventa più convinta nel finale del racconto. E questo non solo nel primo, ma in tutti racconti.
Uno di questi letto con voce profonda e ben impostata da Franco Checchi, regista teatrale e membro del GAD pistoiese, ha suscitato risate e applausi ma ha anche insinuato un piccolo dubbio. Il racconto parla con parole oserei dire al vetriolo (tanto per non perdere di vista la traccia di Laura) dei componenti del gruppo “Amici del giallo”, noto a Pistoia e dintorni ma a questo punto anche a livello regionale dato che TV Libera Pistoia dedica un programma settimanale proprio agli autori vecchi e nuovi che scrivono gialli.
Dicevamo un dubbio si è insinuato in alcuni di noi. Fra i tanti amici del gruppo gli “Amici del giallo” erano rappresentati solo dal loro Presidente. Perché una tale assenza? Forse che Laura “cucinando e confezionando” i sette racconti ha lanciato con l’ultimo un messaggio di avvertimento, oppure ha toccato un nervo scoperto nella confraternita degli scrittori di gialli di Pistoia? Ma siccome siamo avidi di letture e non di indagini lasciamo al prossimo libro di Laura Vitali, ovviamente se ne avrà voglia, l’incarico di svelarci il mistero. Per tutti voi un solo suggerimento: leggete il libro e fra una risata, un piatto di pan molle, e uno di trippa della Rina (su ricetta della nonna Adele), gustate anche le vignette di Giusi Bartolini che accompagnano il libro e di cui parleremo presto…non appena avrà la bontà di approntare una mostra dei suoi gatti neri e non solo.

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