Boccadasse vicino a Genova, il borgo sul mare che sembra una cartolina, è un incanto sotto sera. Lo guardo in webcam naturalmente perché non si gira di questi tempi, col virus che ti spunta da tutte le parti, anche se dicono in frenata. Allora mi diverto a fare il giro dei posti che ricordo, o che non ho mai visto, con le webcam e un po’ curioso nel quadro che il computer mi consente e un po’ mi commuovo.
A Boccadassse non sono mai stato e forse non ci andrò mai, non voglio rovinarmi con la realtà questa meraviglia di inquadratura e di fantasia con la piccola spiaggia ghiaiosa, due coppie che guardano le onde, le luci giallo intenso dalle finestre e la scalinata che porta tra le case.
Poi salto negli Stati Uniti a Times Square, dove invece sono stato, e cerco di orientarmi tra tabelloni e luci, tra cartelli e grattacieli. Ah sì siamo passati da lì. Ah sì il military point US Army Recruiting Office Times Square, ah e quel negozio di scarpe. Ecco Firenze: c’è una webcam su piazza della Signoria si vede mezzo Palazzo Vecchio, fontana, Cosimo a cavallo e pochi puntini neri che girano, sono i passanti, al freddo. Quante volte sono stato lì!
Poi cerco il mare di Miramare di Rimini, ricordi di estati che furono e di camminate sul lungomare. A volte rimango deluso perché li la webcam talora è spenta. E allora mi accontento del fermo di fotogramma, un istante di vita e di realtà che è stata viva e vera per un solo istante e che adesso col suo fermo di fotogramma diventa viva e valida per un’eternità virtuale.
Cercavo in web cam sul mare quei particolari che notavo dal vivo e volevo controllare che ci fosse ancora quel cespuglio, quella barca, quel pedalò e quelle biciclette lasciate all’ingresso del bagno e fanno tanto estate piena.
E poi in fondo il mormorio quasi impercettibile delle onde, un mormorio più visivo che uditivo e poi scorgi all’orizzonte dello schermo del computer un coriandolo di baca ed è la motonave che dal vero viene ai pontili a prendere i turisti per un giro lungo la costa fino a Gabicce o a volte fino a Pesaro, caspita un bel viaggetto. Quelle più brevi e a volte sono anche quelle più frequentate sono le gite verso il porto di Rimini con vista della grande ruota panoramica. E’ bello vedere da sotto la ruota del porto e immaginare la vista che ci sarà da lassù.
Tutto questo può far e una web cam dal tuo scrittoio: farti tornare sui luoghi del cuore e farti volare in luoghi che non hai mai visto. Compare una nuova finestrella , clicco: sono a Venezia inquadratura sul Punte di Rialto, sottosera: un pedone dal passo svelto cammina verso il ponte scommetto con me stesso : gira sul ponte quasi sicuro. E Infatti saliti i primi gradini gira verso il ponte e solca il Canal Grande. Intanto un vaporetto sbuca dal lato sinistro dello schermo del computer e punta l’arco sotto il ponte. Si sentono bisbigli in fondo. Clicco un’altra icona e vado a Mikonos (mai stato) veduta dei mulini a vento dal ristorante Nice ‘n Easy dice la scritta. Mi fermo un po’ a vedere le pale che girano e la risacca del mare sui sassi e sugli scogli. C’è una luce soffusa biancastra e delle automobili parcheggiate quasi sul mare.
Sposto il cursore e mi ritrovo alle Canarie Playa Los Cristianos, cerco di capire l’orario e la direzione del vento perché quando atterri con la fantasia e la visione in un posto così sono le prime cosa che fai per ambientarti. Salto l’Oceano e provo ad atterrare in Florida spiaggia del molto di Clarwater Beach. Mega parcheggio sotto le palme e poi una spiaggia gialla oro e poi un molo lungo verso l’infinito con una costruzione a metà tragitto come i nostri Kursall di una volta le rotonde sul mare più o meno edificate, più o meno artistiche. In alto sul cielo di Clearwater Beach un’ombra che può essere un elicottero o un aquilone più facilmente il primo.
Si torna dalle nostre parti e si apre l’icona di piazza del Duomo a Milano, un presepe metropolitano, piccole sagome attraversano la piazza, qui è zona di passeggio anche quando il passeggio è contingentato. Meno male che non sono contingentate le visite in web cam, almeno al fantasia e la curiosità galoppano. C’è una icona verde gialla, niente di politicamente inespresso, e capito in Kenya Tsavo East National Park, immagini non così ordinarie da noi con quei colori da pastello e da pittura quasi da Vincent van Gogh, laghetti e palafitte qui sono annunciati animali della Savana elefanti e giraffe, bufali, zebre e leopardi. Che detto così hai quasi paura anche a cliccare e a vedere se davvero si affaccia qualcuno degli ospiti annunciati vicino alla cam della Savana che ti fa sembrare lì. Che bravi.
Ci sono web cam che sembrano sul satellite come alcune di New York che riescono a riprendere l’intera 42sima fino al fiume Hudson , altre invece che ti inquadrano scene come fossero sotto casa dentro camera. C’è un mio amico che si tiene aperta sul suo pc la web cam della piazza del suo paese, che dista 800 chilometri dal posto in cui vive e lavora. Una volta c’erano le cartoline, adesso con la cam sembra di essere lì. Una volta mi ha detto che ha riconosciuto 4 o 5 amici e parenti che passavano dalla piazza del suo borgo natio. Borgo natìo che emoziona anche via cam.
Torno a Boccadasse, vicino Genova, c’è sempre una coppia di romantici passanti che fissano il mare, la rocca, sullo sfondo le case arroccate e le finestre illuminate. Una signora sulla sinistra scende la lunga scalinata che porta alla spiaggia. Chissà da dove viene e chissà cosa pensa? Chissà se immagina che qualcuno in rete, da lontano o da vicino, la sta vedendo e magari la sta invidiando per il posto in cui sta. Non so se andrò a Boccadasse: è così bello così.
Frase chiave: “Preferiva l’irrealtà della messa in scena alla complessità della realtà” .
Fabrizi Binacchi

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