
Da Vannacci ci si può aspettare di tutto, Ha già più volte dato prova dell’arretratezza culturale del suo pensiero. Le sue usciste fanno parte di una strategia per erodere consenso alla maggioranza di governo scavando la trincea in quel brodo in cui si alimenta lo scontento di destra.
Il bacino elettorale quello è: i puri e duri di una destra che fa fatica a ragionare con le regole del diritto e che immagina gli omosessuali già con troppi privilegi perché possono guidare la macchina come tutti. Insomma nulla da stupirsi quando usa parlore come quelle di ieri, quando ha affermato che il femminicidio non esiste.
Deve lanciare la sua creatura politica e quindi deve nutrire il suo popolo con argomenti a loro graditi. Il futurismo di oggi, come quello di ieri, ha bisogno di questo, del machismo, della forza, della sopraffazione muscolare.
Il problema è un altro: è politico. È quello di una maggioranza silenziosa, ancora indecisa sul come approcciarsi con l’ex generale della Folgore. Qualche voce indignata si è levata. Ma è troppo poco. Non basta. Serve una parola chiara del presidente del Consiglio e dei leader della sua maggioranza presi invece a fare calcoli elettorali e di convenienza.
Il sospetto è quello di un doppio gioco. Da una parte Vannacci pronto a raccogliere quello che sfugge dai confini della maggioranza per poi riportalo dentro con un accordo dell’ultimo minuto. Ma su certi temi non può, non deve esserci mediazione: c’è solo condanna. Forza Italia viene da una tradizione che nulla ha a che fare con tutto questo, ma ancora non ha espresso una posizione chiara rispetto ad una possibile alleanza.
In politica, per essere seri e credibili, ci sono riferimenti che vengono prima di tutto. La dignità e il rispetto dei propri valori sono la base su cui ogni partito dovrebbe ancorare il proprio agire. Le forze moderate e riformiste hanno una responsabilità particolare: tracciare un confine netto e invalicabile con tutto ciò che ha poca dimestichezza con l’essenza democratica di una nazione nata e fondata sull’antifascismo. Su questi temi la chiarezza non è mai troppa.
Probabilmente chi oggi dovrebbe parlare senza indugi pensa che Vannacci, con la sua esperienza militare, sia utile al Paese in caso di un attacco da sud.
Daniele Unfer

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