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Vannacci e la maggioranza silenziosa

Da Vannacci ci si può aspettare di tutto, Ha già più volte dato prova dell’arretratezza culturale del suo pensiero. Le sue usciste fanno parte di una strategia per erodere consenso alla maggioranza di governo scavando la trincea in quel brodo in cui si alimenta lo scontento di destra.

Il bacino elettorale quello è: i puri e duri di una destra che fa fatica a ragionare con le regole del diritto e che immagina gli omosessuali già con troppi privilegi perché possono guidare la macchina come tutti. Insomma nulla da stupirsi quando usa parlore come quelle di ieri, quando ha affermato che il femminicidio non esiste.

di Daniele Unfer | 16 Giugno 2026

Da Vannacci ci si può aspettare di tutto, Ha già più volte dato prova dell’arretratezza culturale del suo pensiero. Le sue usciste fanno parte di una strategia per erodere consenso alla maggioranza di governo scavando la trincea in quel brodo in cui si alimenta lo scontento di destra.

Il bacino elettorale quello è: i puri e duri di una destra che fa fatica a ragionare con le regole del diritto e che immagina gli omosessuali già con troppi privilegi perché possono guidare la macchina come tutti. Insomma nulla da stupirsi quando usa parlore come quelle di ieri, quando ha affermato che il femminicidio non esiste.

Deve lanciare la sua creatura politica e quindi deve nutrire il suo popolo con argomenti a loro graditi. Il futurismo di oggi, come quello di ieri, ha bisogno di questo, del machismo, della forza, della sopraffazione muscolare.

Il problema è un altro: è politico. È quello di una maggioranza silenziosa, ancora indecisa sul come approcciarsi con l’ex generale della Folgore. Qualche voce indignata si è levata. Ma è troppo poco. Non basta. Serve una parola chiara del presidente del Consiglio e dei leader della sua maggioranza presi invece a fare calcoli elettorali e di convenienza.

Il sospetto è quello di un doppio gioco. Da una parte Vannacci pronto a raccogliere quello che sfugge dai confini della maggioranza per poi riportalo dentro con un accordo dell’ultimo minuto. Ma su certi temi non può, non deve esserci mediazione: c’è solo condanna. Forza Italia viene da una tradizione che nulla ha a che fare con tutto questo, ma ancora non ha espresso una posizione chiara rispetto ad una possibile alleanza.

In politica, per essere seri e credibili, ci sono riferimenti che vengono prima di tutto. La dignità e il rispetto dei propri valori sono la base su cui ogni partito dovrebbe ancorare il proprio agire. Le forze moderate e riformiste hanno una responsabilità particolare: tracciare un confine netto e invalicabile con tutto ciò che ha poca dimestichezza con l’essenza democratica di una nazione nata e fondata sull’antifascismo. Su questi temi la chiarezza non è mai troppa.

Probabilmente chi oggi dovrebbe parlare senza indugi pensa che Vannacci, con la sua esperienza militare, sia utile al Paese in caso di un attacco da sud.

Daniele Unfer

Vannacci e la maggioranza silenziosa
Pubblicato in : Editoriale

Info Daniele Unfer

Daniele Unfer è un giornalista professionista e analista politico di lungo
corso, da anni firma di riferimento del riformismo italiano e storica colonna
editoriale dello storico quotidiano socialista “Avanti! online”. Nel corso della
sua carriera ha sviluppato una profonda specializzazione nelle dinamiche della
politica interna, del welfare, dell’economia e dei diritti civili, ponendo al
centro della propria analisi i valori del laburismo, della giustizia sociale e
della tradizione laica e democratica del Paese. Accanto all’attività sul campo
e alla saggistica giornalistica, unisce una costante e appassionata militanza
sul territorio, che lo ha visto impegnato in prima persona anche in battaglie
civiche e istituzionali per la difesa della sanità pubblica e per il rilancio
dei servizi assistenziali e comunitari. Con la sua attività di commentatore
porta un contributo critico offrendo chiavi di lettura focalizzate sul grande
pluralismo democratico, sul dibattito all’interno del centrosinistra e sul
futuro delle forze riformiste. Attraverso i suoi editoriali, Unfer analizza con
indipendenza di giudizio e rigore documentale i principali fatti della cronaca
parlamentare, le trasformazioni del mondo del lavoro e le nuove sfide della
rappresentanza politica. Il suo approccio unisce la memoria storica delle grandi
culture politiche del Novecento a una spiccata attenzione per la modernizzazione
delle istituzioni, offrendo ai lettori uno spazio di riflessione e di libero
confronto ideale, in linea con un’identità profondamente laica e riformatrice.

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