Caro compagno Franco D’Alfonso,
Ti rispondo dopo aver letto con grande attenzione anche le precedenti risposte di Nicola Terracciano e Nicola Cariglia e l’intervento di Domenico Civitano, ma vorrei estendere il dibattito soprattutto ai giovani e al Popolo di Bertinoro facendo notare l’assenza di un sano dibattito nella fase pre-congressuale del PS.
Nell’ultimo mese, un po’ perché occupatissimo nella professione, un po’ perché sono stato fuori Italia, forse mi sono perso qualche passaggio sul congresso costituente del PS, ma già un mese fa vedevo al centro di ogni dibattito esclusivamente parlamentari e dirigenti di quei partitini c.d. fondatori più qualche parlamentare rimasto senza partito.
C’era, e sostanzialmente c’è ancora, un movimento di un centinaio di addetti ai lavori e nessuna attenzione verso le persone che si vanno ad iscrivere a questo partito.
Questa carenza di sano dibattito la vado ad addebitare a tanti fattori, dal vizio di fondo dei socialisti nella seconda repubblica di fare solo bandierine socialiste fino alla diserzione di validi amici e compagni che sono voluti rimanere fuori, da Cariglia a Terracciano senza dimenticarci di validi giovani come Giulio Laroni. Ma c’è sicuramente altro.
Caro Franco, io ho la sensazione, e la mia è critica ed anche un grido di dolore, che il congresso del PS potrebbe ridursi ad un ammasso di sigle elettoralmente irrilevanti e partiti cartolari più qualcuno che viene tirato dentro più per motivi sentimentali che altro.
Si badi bene che io rispetto i motivi sentimentali pur non condividendoli.
Ho la sensazione che Boselli ed Angius sventoleranno il numero di tessere salvo non specificare quante di queste sono di donne, uomini e soprattutto giovani che vogliono impegnarsi in politica e quante sono delle mogli, amanti, zie, segretarie, dipendenti ecc. che servono solo a fare numero.
C’è il rischio che il congresso si riduca ad una iniziativa mediatica con la mera partecipazione dei soliti amici cui si uniranno nell’occasione gli amici degli amici.
Diciamocelo senza ipocrisie che nell’area laica liberale e socialista siamo circondati di partiti cartolari che nulla hanno a che vedere con i circoli e le gloriose sezioni, piccole realtà territoriali ma costituite da gente vera.
Qui la mia critica perché non vedo che questa costituente va al cuore della politica. Si parla in sordina di autonomia, ma non c’è un chiaro distacco verso questo centro/sinistra che è nocivo né, ed è grave, si discute seriamente di mettersi alla testa per arrivare ad un veramente diverso centro/sinistra.
Qui la mia critica, ma non faccio mancare la mia disponibilità, dentro o fuori del PS (qui non ho deciso ancora, ma a questo punto non dipende solo da me), a lavorare per restituire agli Italiani il Partito del Socialismo con forti caratteristiche laiche e liberali come esiste in Europa.
Ed esternata la mia critica, continuo a non capire il compagno Nicola Cariglia che non vuole lavorare dentro il congresso del PS salvo poi parlare che vuole “…un soggetto più forte e perciò più autonomo, che comprenda naturalmente anche il PS…”.
Caro Nicola, dopo che c’è stata una sostanziale rinuncia a battersi per dare una spina dorsale bertinoriana al futuro PS, dopo che quest’ultimo si ridurrà ad un mero ammasso di sigle, vuoi con lo stesso fare pure una federazione valida?
Partiamo dal fatto che gli Italiani non hanno bisogno dell’ennesimo partitino o lista elettorale che sia la sommatoria di Boselli + Villetti + Angius + Bobo Craxi + Dini + Bordon + Spini + Manzione.
Lo dico a D’Alfonso ed a Cariglia ed a tutti, ai giovani a me cari come Daniele Delbene e Giuliano Girlando senza dimenticarmi di nessuno neppure dei meno giovani altrettanto a me cari come Lanfranco Turci, che abbiamo bisogno di un progetto diverso, di un dibattito forte, di un forum di donne, di uomini e soprattutto di giovani disponibili ad impegnarsi in politica, con le Loro idealità ed il Loro entusiasmo, e non di sigle, quelle che io chiamo i partiti cartolari.
Chi ci sta a partecipare a questo forum?
Un caro saluto
Vostro Gino Di Maro

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