• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Uno strumento per fronteggiare la recessione
RIFORMA DELLE PENSIONI? LA RISPOSTA È SÌ

Perché è necessario rimettere mano al sistema previdenziale. Di Enrico Cisnetto

di Enrico Cisnetto | 8 Marzo 2009

La riforma delle pensioni è necessaria o no? E se sì, è questo il momento? E’ utile come strumento di politica anti-recessiva, o come sostiene (quasi tutto) il Governo creerebbe più problemi che vantaggi? Dopo le parole chiare di Casini, la conferma delle posizioni dei Radicali, gli interventi di Enrico Letta e Follini – colpevolmente isolati nel Pd – e il solo Cazzola, sul fronte della maggioranza, disposto a ragionarne, mi sembra che le posizioni siano chiare: c’è una minoranza riformista che di un intervento sulle previdenza capisce sia la necessità in sé sia per reperire risorse anti-crisi, e c’è una maggioranza conservatrice e codarda che preferisce lasciar tutto così com’è.

Di quest’ultima non stupisce ne facciano parte coloro che sono sempre stati contrari a qualsiasi cambiamento del nostro sistema previdenziale, dalla sinistra irragionevole alla destra populista, mentre spaventa che militino nelle file di questo partito trasversale i riformisti doc (D’Alema, Bersani, Fassino), che evidentemente ogni tanto si dimenticano di esserlo, e gli ex socialisti di Forza Italia, fino a ieri strenui difensori dell’idea che quella fosse la “riforma delle riforme” (cerca di fare eccezione il ministro Brunetta, che almeno sulla parificazione dell’età pensionabile uomo-donna nella pubblica amministrazione, peraltro obbligo europeo, si batte). Ma, d’altra parte, se si dovesse fare a tutti l’esame della coerenza, questo discorso non si dovrebbe neppure cominciare: non ne avrebbe i titoli il centro-destra, che fece una riforma troppo prudente e dai tempi furbescamente lunghi (il cosiddetto “scalone”), e che ora non vuole nemmeno ripristinare quella; non li avrebbe neppure il centro-sinistra, che con la scusa di trasformare in “scalini” lo “scalone” ha speso 10 miliardi (presi dalle tasche dei lavoratori autonomi e dei precari) per tornare indietro. Lasciamo dunque stare le colpe, azzeriamo tutto e ripartiamo dalle domande di fondo.

La prima: è necessaria la riforma? Risposta: sì. La Dini risale a 15 anni fa, la demografia e le aspettative di vita si sono profondamente modificate, la spesa previdenziale è salita al 15% del pil e si appresta a diventare 17-18% nel 2020, l’età media effettiva di pensionamento è ancora sotto i 60 anni e il rapporto tra pensionati e lavoratori è di 1 a 1.3. Come ha ben scritto Di Vico sul Corriere, si tratta di equiparare e rendere effettiva l’età pensionabile – magari arrivando a 67 obbligatoriamente e oltre volontariamente – e di accelerare il passaggio di tutti i lavoratori dal sistema retributivo a quello contributivo per evitare di continuare a mandare in pensione con il pro-quota tre lustri dopo aver deciso che occorreva smettere. Qui immagino le riserve del mio amico Bertinotti: gli operai no.

Si potrebbe rispondergli che non ci sono più i lavoratori manuali di quando lui faceva il sindacalista, ma invece dico: okay, se su 22 milioni di lavoratori vogliamo escluderne 4-5 milioni per i prossimi 10-15 anni (così che nel frattempo vadano in quiescenza tutti quelli che hanno vissuto almeno per un periodo della loro vita professionale una fase di lavoro logorante e alienante), purché si possa fare subito e senza conflitti la riforma io sarei d’accordo. Poi viene la seconda questione: oltre ad essere necessaria, la riforma è anche utile per fronteggiare la recessione? Non solo utile, è indispensabile – al pari di un intervento una tantum sul debito, uno risanatore sulla sanità e uno disboscatore sugli assetti istituzionali – per trovare le risorse necessarie a pagare meglio i pensionati, a proteggere i disoccupati, a diminuire le aliquote fiscali sul lavoro e sulle imprese ma soprattutto per investire nei settori più strategici allo sviluppo. Quindi, in definitiva, esiste un motivo intrinseco ed uno estrinseco per rimettere mano al sistema previdenziale.

Ma c’è un’ultima, decisiva questione: i tempi. Il Governo dice che il sistema pensionistico è in equilibrio – facendo così un clamoroso assist ai sindacati – e che comunque mettendoci mano il rischio di aumentare lo “stress sociale” già alto per via della recessione sarebbe maggiore del vantaggio che la riforma produrrebbe. Niente di più sbagliato. Per tre motivi. Primo: è in tempi di crisi che si possono fare riforme impopolari che in altri momenti sono più difficili.

Abbiamo già mancato di sfruttare l’onda emotiva dell’11 settembre 2001, ora perseverare ha del diabolico. Secondo: non è vero che la riforma sarebbe impopolare, visto che oggi chi può scegliere se andare o meno in pensione, preferisce continuare a lavorare. Terzo: ben altra accoglienza avrebbe la riforma se inserita in un grande piano anti-crisi, in modo da poter valutare gli effetti benefici che una tale scelta avrebbe per la nostra economia. Ma, naturalmente, il piano bisogna averlo in testa. E non mi pare che sia questo il caso, purtroppo.

Enrico Cisnetto
( da Terza Repubblica giornale on line di Società Aperta)

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti