A me sembra che ,parlando di unità d’ Italia, il nostro bel Paese di scrittori ,poeti ,eroi ,navigatori ed… amici degli amici , debba ancora faticare parecchio prima di giungere alla meta. E non si tratta solo di “rottamare” una classe di politicanti autoreferenziali oramai screditata ed incapace di orientare fattivamente il benessere degli italiani . Occorre trovare modo e maniera di rottamare il sistema , dato che nessun politico ( di alcun ordine e grado ) può essere disposto a farsi togliere di mezzo . Lo hanno dimostrato negli anni aumentando in continuazione i vantaggi della carica “democratica”, irretendo le liste elettorali con il truffaldino sistema dei capo-lista ,ed infine bloccando le liste completamente ,così togliendo ogni senso etimologico alla parola “elezione”. Oggi che internet ha per certi aspetti liberato gli individui dal regime dei potentati editoriali , televisivi ,partitici ed economici (almeno fisicamente ,se non del tutto culturalmente) , si può forse tentare di ritornare ad interpretare la famosa espressione costituzionale “Repubblica fondata sul lavoro” con il restituire alla parola “lavoro” il significato che al termine dava Giuseppe Mazzini : partecipazione di tutti al benessere comune. Questa sarebbe unità culturale ,sociale e politica .
Purtroppo oggi il Paese è culturalmente e sociologicamente basato sulla appartenenza al più ristretto gruppo della loggia ,cupola ,lobby,partito ,categoria , su cui si basa il potere-soddisfazione del singolo ,più immediatamente riscontrabile ma certamente condizionante strettamente . Perché il beneficio presente ed egocentrico distoglie dalla considerazione e ricerca di benefici più generali ed unitari.
Il Paese resta quindi diviso tra aree ,partiti,camorre ,massonerie ,categorie ; ed il cammino da compiere ,nella ricerca dell’unità , si può anche pensare di farlo passare da qualche tatticismo di “alleanza”, ma con il concreto rischio di soccombere all’esistente .
Appare fondamentale il reclamare alcune semplici cose ,creando un’ opinione pubblica tesa a richiedere:
1. la libera scelta elettorale , ripristinando liste libere da condizionamenti di segreteria ;
2. continuità e responsabilità governativa , attraverso la creazione di rappresentanze ristrette numericamente , stimolate dalle funzioni più che dai benefici economici ,individuate e validate da sbarramenti percentuali non risibili;
3. lotta ai potentati fiscali singoli o di categoria ,bloccando gli evasori più o meno legali.
Anche se tra il dire ed il fare ce ne corre , l’ imperativo da sostenere e diffondere dovrebbe essere questo.
Puccio Cartoni

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