«La superiorità morale dei Ds è andata a farsi friggere. Oggi non possono più dire “votate noi e non Berlusconi perché noi abbiamo peccato un po’ meno”, perché non c’è più la divisione tra buoni e cattivi sempre auspicata dai Ds, ma soltanto fra più o meno cattivi. Come al solito, dunque, sulla questione Unipol e affini Martini ha sbagliato i termini della questione».
«Qui non è in discussione chi ha peccato di più o di meno, o se il conflitto di interessi attribuito a Berlusconi sia di maggior spessore di quanto oggi investe il mondo della sinistra, e i Ds in particolare. Il tema è diverso: è che la politica si fa con la politica e non con la morale».
«Ma il problema è anche un altro, perché con la fine delle cosiddette ideologie e con l’abbassamento dei valori si è data la stura ad un’altra gerarchia di priorità: libero mercato, finanza purché sia, soldi e potere. E la fine non può essere che questa, cooperazione o non cooperazione».
«Quanto al collateralismo, non da adesso An denuncia il problema che, tengo a ribadirlo, non è giudiziario ma politico. Noi non contestiamo l’illegalità del sistema. Noi lo registriamo come grosso freno a un reale sviluppo democratico, e siamo preoccupati perché un mondo così vivo come potrebbe essere quello della cooperazione, risulta ingabbiato da interessi di bottega. I toscani devono sapere che il circuito delle cooperative ha in questa regione un milione e mezzo, un milione e otto di soci. Ci sono circa 50mila posti di lavoro, la cooperazione incide per il 10 per cento del Pil regionale. E’ praticamente in ogni settore, è interconnessa a doppio filo con il mondo bancario e gestisce il risparmio. Questo non è un potenziale da tenere sotto tono per interessi di partito, ma una delle poche realtà che andrebbe liberata. E la colpa dei Ds è proprio il tenerla prigioniera nelle gabbie del collateralismo».
Monica Nocciolini – Ufficio Stampa AN in Consiglio regionale della Toscana

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