• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Una vittoria dei conservatori?

La sconfitta del “si” ha prodotto dichiarazioni dei massimalisti, di ambedue gli schieramenti, che non rappresentano un buon viatico per la componente riformista-riformatrice presente nelle due aggregazioni. Componente che potrebbe trovare il coraggio di liberarsi dalla “scelta” di confondersi con gli uni o con gli altri.

di Redazione Pensalibero.it | 28 Giugno 2006

Secondo Luca Ricolfi il referendum costituzionale aveva ad oggetto il dilemma se dire sì ad una riforma che non funzionerà (quella del centro-destra), o tenerci una riforma che ha già dimostrato di non funzionare (quella del centro-sinistra)?

Avendo vinto i “no” i cittadini avrebbero deciso di tenersi una riforma, quella confermata dal referendum del 2001, che ha già dimostrato di non funzionare.

Effettivamente il dilemma sembrava uno di quelli a cui, qualsiasi risposta si fosse data, non poteva che essere sbagliata. Allora ci si è chiesto, al di là dell’ingegneria costituzionale, quali sarebbero potuti essere i possibili effetti politici.

Nel caso della vittoria dei “no”, la piccola associazione Veneto liberale ha sostenuto che il regime partitocratrico si sarebbe destabilizzato perché avrebbe innescato una crisi dello schieramento di centrodestra con un necessario riverbero nei confronti dello schieramento di centrosinistra.

Inoltre la vittoria del “no” avrebbe scongiurato l’ingessatura del presente immobilismo ed avrebbe potuto innescare un processo costituente.

La sconfitta dei “si” ha già prodotto dichiarazioni dei massimalisti di ambedue gli schieramenti, il che potrebbe essere un segnale che indica l’accentuazione del radicalismo nei due poli, e non è un buon viatico per la componente
riformista-riformatrice presente nelle due aggregazioni.

Forse quella componente potrebbe trovare il coraggio di liberarsi dalla presunta scelta imposta dal “realismo politico” di confondersi con gli uni o con gli altri. Potrebbe decidere di camminare sulle proprie gambe.

Innescando, così, una crisi irreversibile dei poli. Non è senza significato, inoltre, che da ambedue gli schieramenti si sono sentite delle voci in sostegno di una riforma per attualizzare la Costituzione del 1947.

La componente riformista-riformatrice potrebbe trovare interessante innescare un processo costituente proprio per modernizzare la Carta Costituzionale.

Il processo costituente non può trovare, come protagonisti, i partiti di regime, altrimenti è solo un’operazione per “normalizzare” la situazione politica e non per “abbattere il regime”. Allora diventa indispensabile agire sulla modifica della legge elettorale al fine di scompaginare le burocrazie partitiche esistenti.

La componente riformista-riformatrice, ora prigioniera dei due poli, per camminare sulle proprie gambe avrà la necessità di una legge elettorale per avere uno spazio adeguato, di qui l’attenzione anche nei confronti di una possibile campagna di raccolta firme per un referendum abrogativo di parte dell’attuale “proporzionellum”.

Chi è fuori dei poli deve aspettare che la componente riformista-riformatrice si liberi soprattutto dalle proprie logiche da realpolitik? No di certo.

Chi è fuori deve anticipare i tempi e realizzare se non proprio un contenitore per i riformisti ed i riformatori, almeno un coordinamento tra coloro che sono convinti che in Italia non c’è una democrazia liberale o compiuta.

L’importante è quello di aver ben chiari gli avversari: clericali e conservatori.

Nulla da spartire con loro. La vittoria del “no”, perciò, non è una banale vittoria dei conservatori, ma potrebbe (e da non determinista sottolineo il “potrebbe”) essere il primo segnale per la riscossa dei riformisti e dei riformatori.

Beppi Lamedica

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti