
Sono non solo amareggiato, anche se consapevole di certi episodi nostrani che regolarmente capitano nei momenti topici dei grandi eventi di cui l’Italia è ai margini. Non per la mediocrità del festival in sé, ma per la mediocrità degli italiani che accettano di far mettere il bavaglio a chi sta combattendo per la libertà, per coloro che ne hanno fatto scempio per decenni, per l’ottusa visione, per comodità servile di preservare un privilegio costruito su falsità e non vogliono vedere che è la Russia il paese criminale e aggressore che ha invaso l’Ucraina contro tutte le regole e con armi e mezzi vietati anche in guerra.
È inqualificabile che Zelensky non possa apparire in video conferenza a Sanremo.
Egualmente vale per il comportamento di Santoro, Vauro, Conte e chiunque altro, anche nel governo attuale, abbia forzato e cambiato il palinsesto del festival.
Sono inaccettabili le posizioni e le giustificazioni, di quanti vogliono far credere che la responsabilità della guerra sia del presidente ucraino.
Zelensky, invece, ha tutto il diritto e dovere di gridare, di spiegare, al Mondo che la Russia è un pericoloso criminale. Che ha invaso una nazione libera già otto anni fa e che oggi ha compiuto atrocità a non finire. L’Ucraina oggi, convive con i civili morti, i feriti, le città distrutte da questi vigliacchi. Le persone, le famiglie devono vivere la quotidianità, i disagi della sorte che ai dadi ha segnato per ciascuna vita. Malattie, vecchiaia, solitudine, amicizie, problemi, lavoro. Come noi, ogni giorno, vivono. Superano e si adattano, come noi, più di noi: accadde in tante avversità, in Maidan quando cacciarono il satrapo Yanukovic o, quando i Ciborg combatterono i russi all’aeroporto di Donets’k, che a Poltava intervistai; eroi civili che dovettero lasciare la Crimea subendo le armi vietate in battaglia. L’Ucraina ha tutto il diritto di gridare aiuto davanti all’Umanità e deve farlo a Sanremo la sera della chiusura del festival in mondo visione.
Sciagurati quelli che credono ad una pace oggi se non alle condizioni dell’Ucraina. Questo io lo posso dire, perché l’ho vissuto laggiù e lo vivo qua in Italia.
Come i nazisti per i Sudeti del 1938, o come la stessa Unione Sovietica in Finlandia nel 1939, la Russia oggi, ha occupato terre non sue, deportato bambini e persone che sono scomparse nel nulla. La Russia ha causato una grande emigrazione di più di due milioni di persone nel 2014/15 verso il nord ovest del Paese dalla Crimea e dal Donbas, che furono tra le terre maggiormente colpite dall’holodomor nel secolo scorso.
È più che legittimo l’intervento di Zelensky e indegno non concedergli la parola d’appello o limitare le armi necessarie per cacciare il nemico che, nel caso vincesse, ma non vincerà, porterebbe seri guai all’Europa e all’Umanità riportando la civiltà in dietro di secoli.
Enrico Martelloni

Come non essere d’accordo? Bravo! Articolo assolutamente ammirevole.