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Una valanga di metafore

di Lorenzo Borla | 28 Aprile 2013

Fa parte della storia della sinistra subire scissioni, che come ognun sa, sono state numerose.

bandiere pd2555_imgUna valanga di metafore (<è esploso>, <è imploso>, <si è disgregato>, <è andato in mille pezzi>, <è scomparso>, <posto che ci sia ancora>, eccetera) si è rovesciata sul Partito democratico. Si sa, il linguaggio della politica è dilatato e roboante, seguito a ruota da quello dei giornali che devono strillare per farsi comprare. Ciò che succede al Pd sembra tutto nuovo, ma non lo è. Da sempre nella sinistra politica militano due anime (principali) (e innumerevoli secondarie): quella massimalista, un tempo rivoluzionaria, oggi moderata ma pur sempre radicale, tendenzialmente di opposizione; e l’anima riformatrice e di governo. Fa parte della storia della sinistra subire scissioni, che come ognun sa, sono state numerose. A partire dalla fondazione del Partito comunista nel 1921 che si staccò dal Partito socialista, a seguire, nel dopoguerra, con l’allontanamento del partito di Saragat nel 1948 e la  rottura del Fronte popolare nel 1956. Poi, nel 1964, la formazione dello Partito socialista di unità proletaria (Psiup), nel 1991 la formazione del Partito della rifondazione comunista (Pcdi), solo per citare i principali eventi.

Quindi la storia si ripete. Cosa succederà adesso? Io credo che, una volta depositato il polverone, si cercherà di rimettere insieme i cocci. La cosa più probabile è che nel giro di qualche settimana Nichi Vendola lancerà un “nuovo partito della sinistra” in cui confluiranno Sel, Fabrizio Barca, nuovo astro della sinistra, pezzi di Rivoluzione civile, qualche cane sciolto, e un certo numero di parlamentari del Partito democratico (sempre che questi non vogliano fare una sinistra per conto proprio). L’insieme di queste forze politiche farà l’opposizione, e alle prossime elezioni, come è sempre successo, raccoglierà meno del 10% per cento dei voti; come è sempre successo non darà nessun contributo significativo alle decisioni cruciali per il Paese. Il rimanente del Partito democratico, cioè la parte più corposa, si prepara, con malcelato entusiasmo, ad accedere alle stanze del potere.

Pubblicato in : Primo piano

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