
Nella Nota al documento di economia e finanza si legge che la spesa per la sanità calerà dal 6,6 per cento del Pil del 2023 e al 6,2 per cento del 2024.
In numeri assoluti si scende dai 134,7 miliardi di quest’anno ai 132,9 del prossimo.
La Germania spende più del 10 per cento, la Francia poco meno, la Spagna si avvicina all’8 per cento.
La spesa sanitaria pubblica in Italia è uno scandalo che colpisce soprattutto i ceti medio bassi che non hanno risorse per pagarsi di tasca propria analisi e visite fatte in tempi appropriato.
Ieri sul tema è intervenuto anche il presidente Mattarella dichiarando che “Il servizio sanitario è un patrimonio prezioso da difendere e adeguare.”
Anche i presidenti di Regione, di sinistra e di destra, si sono fatto sentire sostenendo che le risorse sono insufficienti a garantire servizi adeguati.
C’è tempo fino alla fine dell’anno per cambiare le cose perché sarà la legge di bilancio a decidere lo stanziamento per il 2024; ma intanto il governo Meloni parte malissimo smentendo persino il suo ministro alla sanità Schillaci che aveva chiesto un aumento del fondo di almeno 4 miliardi.
Tutta l’opposizione, politica e sindacale, devono fare della difesa della sanità pubblica il tema prioritario e assoluto delle lotte e dell’impegno in Parlamento e nelle piazze.
È in gioco la più grande infrastruttura sociale di uguaglianza e di cura dei cittadini che nel nostro Paese sia mai stata costruita.
Non possiamo lasciare che venga distrutta.
Enrico Rossi

La spesa sanitaria Italia pro capite nel 2019 è un po’ più alta di quella dei PIGS i paesi del debito. In più l’Italia è un paese che non cresce. Il sistema universale Beveridge non consente di più. Nei paesi scandinavi la spesa PC è più alta ma con pressione fiscale al 50% e oltre. Quindi aumentare tasse. Nel sistema mutualistico Bismarck la spesa e più alta ma ey sostenuta in parti uguali 7,3% delle retribuzioniciascuno . Quindi passare a questo sistema. Oppure si aumenta il debito ..