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Una serata nipponica fra Letteratura narrativa e Costituzione riformanda

Serata affollata per l’incontro degli amici di Pensalibero:Giuseppe Mele e Mario Vattani per parlare di Doromizu, Paolo Armaroli per il referendum costituzionale.

di Carla Ceretelli | 29 Maggio 2016

Bella e gustosa serata quella di lunedì scorso al ristorante giapponese Kome fra gli amici di Pensalibero.

Prima, assaggi di sushi, che avevo sempre evitato ma che si è rivelato un piatto delicato e leggero, delizioso. Il libro sul giappone ci ha illustrato aneddoti del regno nipponico, nel bene e nel male. Abbiamo rinverdito ciò che spesso si dimentica e che l’autore ci ha ricordato. Tutta ma proprio tutta la tecnologia è giapponese. Loro vengono qui, incorporano le nostre bellezze uniche al mondo,  le metabolizzano, le subliminano e sublimano e ne fanno transistor cellulari e PC. Come questa alchimia tecnico artistica  avviene è un mistero. Dunque ci siamo augurati che le loro potenzialità tecnologiche  siano sempre  in sinergia con la nostra produzione creativa, tanto da innescare un principio virtuoso, così come il re Mida tramutava in oro ciò che toccava.

Ed ecco finalmente in arrivo  il Prof. Armaroli che si appresta a raccontarci cose di riforme costituzionali. Non è la prima volta che ci delizia con i suoi aneddoti e ci fa apprezzare materia si dura e pura.Tutti a bocca e orecchie aperte ad ascoltare, in religioso silenzio. Strano perchè l’atmosfera era abbastanza surriscaldata e gli astanti  piuttosto  esuberanti e vivaci. Anche un tantino  indisciplinati e turbolenti.

Ma quando il Prof inizia la sua  arguta esposizione  il silenzio corre sovrano. Allora. Maggioranza e opposizione, contropoteri.  Che ci vogliono e sono  assolutamente necessari in una democrazia sana. Pericolo di dittatura? Ma quando mai. Come potrebbe essere un dittatore uno che, a tratti,  sembra il garzone di un macellaio.

Mi era venuta voglia di chiedere che cosa ne pensasse delle elezioni in Austria, della vittoria dei verdi  che da noi son scomparsi. Del fatto che hanno vinto per un pugno di voti e dunque il paese è diviso da paura.  Sono stata di lì per farla la questio..abbastanza retorica in verità. Poi mi sono astenuta. Si parlava di costituzione italiana e per una come me che a mala pena conosce il primo articolo, ormai  oggi devastato e devastante, il Prof è la bibbia. Non potevo distrarlo con le mie domandine  sconclusionate e insipide. E abbastanza provocatorie.

E poi tutti eravamo in trepidante attesa che lui ci squarciasse i veli del sì e del no. Qual è stata la delusione quando non ha potuto fare altro se non confessare candidamente con la modestia di chi sa,  che a oggi la sua risposta è NI. Allora anche chi come coloro  che  non conoscono  affatto  la materia ha capito tutto. Cioè   è pieno di dubbi.

Ad eccezione  dei   soliti soloni che hanno la risposta in tasca, che  auspicano  il cambiamento, a qualsiasi costo, anche se il cambiamento anzichè migliorativo  potrebbe essere negativo e spingerci a ritroso. Quelli che associano il dettato costituzionale alle scelte politiche e considerano il risultato del  referendum un test  governativo. E che sono talmente ottusi e ideologici da non comprendere la differenza.

Primo fra tutti  il Premier  con seguito annesso,  purtroppo.

Quelli del si e quelli del no. Paro paro. Ma  fortunatamente abbiamo tempo per pensarci.

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: costituzione, costituzione italiana, democrazia, dittatore, elezioni, mondo, opposizione, Pensalibero, riforme

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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