Non volevamo credere a chi ci ripeteva ad ogni piè sospinto che il collante della sinistra è l’antiberlusconismo. Non volevamo, perché ci pareva che la presenza dei riformisti, dei moderati, e dei miglioristi mettesse a freno l’egemonia ulivista.
Ci sbagliavamo.
Dopo Paolo Mieli, ecco un’altra dissidente di sinistra, un tempo spesso in polemica con i suoi stessi “alleati”, che ha sciolto le riserve ed è approdata a tutti gli effetti in lidi prodiani.
E’ il caso di Lucia Annunziata, che invece di mantenersi al di sopra delle parti – nel limite delle proprie convinzioni – come impone la deontologia professionale, ha preferito fare sua quell’insalubre sottocultura vetero – marxista fondata sul disprezzo delle idee dell’avversario, che, lungi dal volerne riconoscere i meriti con la limpida onestà intellettuale che dovrebbe caratterizzare la politica nella sua accezione più alta, ritiene invece di dovergli dare contro con ogni arma e con ogni argomento, ivi compreso l’accanimento giudiziario.
Con un siffatto atteggiamento, la giornalista della Stampa, e – per esteso – l’Unione di centrosinistra, ha dimostrato di non aver compreso la lezione del socialismo inglese e del suo leader Tony Blair. Questi, durante la campagna elettorale per le Politiche, capì come meglio non si poteva che per ottenere la fiducia degli elettori sarebbe stato necessario mostrare quella tolleranza e quell’onestà intellettuale che sottendono il rispetto per le idee dell’avversario, invece che indulgere ad un estremismo senza prospettive che ne avrebbe minato la credibilità. Ad esempio, scelse di partecipare ad un programma televisivo nel quale, solo, veniva attaccato da un pubblico ostile sulle questioni più diverse, a cui rispondeva con pacatezza e comprensione. Questa strategia contribuì significativamente a fargli guadagnare punti rispetto all’oltranzismo del leader conservatore, cui è infatti subentrato, dopo la vittoria laburista, un giovane segretario dalle idee più aperte.
Finché, dunque, l’opposizione ulivista non farà tesoro dell’esperienza inglese, non avrà i titoli per governare al meglio e dare una risposta credibile ai problemi del Paese.
Se, viceversa, non vorrà abbandonare questo modus agendi, si dovrà preparare ad una sconfitta che è, mai come oggi, Annunziata.
Giulio Laroni

Ottimo articolo che centra il problema
Anche lei ha imparato a non sputare nel piatto dove pensa di poter mangiare se le va bene.
Certo che con quella grinta può fare la giornalista di partito, certamente no la giornalista degli italiani!