Decolla il progetto #Passione Toscana per creare un’alternativa concreta al dirigismo burocratico della Regione. La sfida è quella di presentare una lista, davvero civica, alle prossime regionali.
Oltre 150 persone, 25 interventi in tre ore di convegno. La Toscana che non si rassegna all’egemonia politico.culturale della sinistra si è data appuntamento a Firenze per valutare la possibilità di dar vita, per le prossime elezioni regionali, ad una lista al di fuori dei partiti che sia espressione della società civile, del mondo del lavoro, delle associazioni, di circoli e anche di giornali on line come Pensalibero e Liberagorà. La prima verifica è andata bene. Tutti gli interventi, molte liste civiche, molti imprenditori, diversi docenti universitari, si sono trovati d’accordo sull’analisi della situazione attuale: la Toscana, se mai lo è stata, non più “felix”. La favola di questa regione come una mitica terra dell’oro, con i conti in ordine, una burocrazia snella, una sanità straordinaria, una scuola efficiente, un apparato museale organizzato ed efficace non regge più. La sinistra ha fallito. Non solo perché gli scandali del Monte dei Paschi e dei conti truccati in sanità hanno fatto crollare i due miti che l’avevano sempre sostenuta ma anche perché i dati, del lavoro che manca, delle imprese che chiudono, del turismo che perde colpi, ed è tutto dire, collocano la Regione agli ultimi posti delle zone più sviluppate del Paese. Meglio certo delle regioni meridionali ma lontano dagli standard del nord Italia. Da quando sulla Toscana si è stesa la cappa di piombo del potere regionale, era il 1970, è stata tutta una discesa. In regione oggi non ci sono più banche, non ci sono più quotidiani,non ci sono più case editrici e centri culturali che siano espressione del territorio e che abbiano una rilevanza nazionale. Anche la ricchezza e la vivacità imprenditoriale di tante piccole e medie imprese è stata via via “addormentata” e vanificata dal dirigismo dell’apparato politico regionale e da una burocrazia asfissiante. Le scelte che vengono portate avanti sono tutte fatte a tavolino, l’ultima, gravissima, quella del Piano paesaggistico regionale, senza tener conto delle peculiarità e delle caratteristiche del territorio. Come sempre a sinistra si cerca di adeguare la realtà alle idee e non viceversa. La situazione è giunta ad un limite non più sopportabile e da tanti settori della società viene un forte “basta”. La situazione è poi aggravata, ed anche su questo i consensi sono stati unanimi, dalla totale mancanza di una alternativa politica espressa dal centrodestra. In Toscana, ma si potrebbe dire non solo, il centrodestra è stato un fallimento clamoroso. I numeri parlano chiaro. Limitiamoci al Pdl, come partito più forte, ma lo stesso discorso in proporzioni diverse vale per gli altri. Nel 2008, alle politiche, quel partito prese 749.000 voti, alle regionali del 2010 i voti erano diventati 412.000. Poi è stata tutta una scesa. Alle politiche del 2013, 388.000. Alle europee dello scorso anno 222.000. In sei anni sono stati persi 527.000 voti, pari al 70,36%. Qualcosa come 241 voti al giorno. Un record mondiale. Il bello poi è che il Pdl, conscio della sua inadeguatezza, ha ricercato e raggiunto una sorta di intesa sotterranea con il PD, lucrando qualche piccolo spazio politico, ma legandosi mani e piedi al carro del partito egemone. Impossibile che da quella parte venga una qualche risposta ai problemi della Toscana. Allo stato dell’arte allora ci sono solo due possibilità per chi non condivide la politica della sinistra, anche nella nuova, solo di facciata, veste renziana. Stare a casa o cercare di fare qualcosa di realmente nuovo. Noi, Pensalibero, LiberAgorà, Area Bianca, Italia ventuno, Zero Associazione Giovani, La Scelta, abbiamo optato per la seconda strada. Difficile certo, ma l’unica che può servire a costruire qualcosa. A Firenze, sabato 13 dicembre, si è scelto di provare a fare la battaglia. A tre condizioni:
- Uomini nuovi che vengano dal mondo del lavoro e della società civile;
- Metodi nuovi per la scelta dei propri rappresentanti, vale a dire assoluta trasparenza e democrazia;
- Una linea politica chiara che guardi al futuro, ad una maggiore integrazione europea e che parli alla testa, e non alla pancia, delle persone.
A queste condizioni si può provare. Ora dobbiamo tirare le fila. Organizzare incontri in tutti i territori, mettere a punto il programma, preparare le liste. Il nostro è un cantiere aperto per l’alternativa. Noi siamo e vogliamo essere un’altra cosa rispetto a questo centrosinistra e a questo centrodestra. Se condividi le nostre idee e quello che vogliamo fare, unisciti a noi e prendi contatto attraverso Pensalibero o LiberAgorà. Su questi giornali on line, i prossimi appuntamenti e le prossime iniziative.




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