Una proposta. Bisogna fare un’accurata disinfestazione al Quirinale. Ci deve essere un virus. Non si spiega altrimenti il fatto che quando un esponente politico viene eletto alla massima carica dello Stato, subito viene colto dalla smania delle esternazioni. Da Cossiga in poi è stato un crescendo di prese di posizione, almeno una al giorno. Napolitano non fa eccezione. Parla su tutto, qualche volta anche sopra le righe. Non è però quello del dichiarare l’unico punto di contatto dell’attuale inquilino del Colle con i suoi predecessori. Come gli altri infatti Napolitano fa le sue brave prediche al popolo italiano. Dice quello che si deve o non si deve fare, sottolinea le cose a suo giudizio giuste, invita ad essere politicamente corretti. Sarà una provocazione. Ma molti, e fra questi chi scrive questa nota, si sono stufati. L’ atteggiamento paternalista che negli ultimi anni i vari presidenti hanno assunto deriva anche dall’età piuttosto avanzata. Ormai non si diventa Capo dello Stato se non si hanno almeno 80 anni. Per carità niente di male ma è del tutto naturale che a quell’età prevalga quello che potremmo definire “l’effetto nonno”, la voglia cioè di dare tanti buoni consigli ai propri nipoti. Di provocazione in provocazione allora ecco la nostra proposta: perché non copiamo la Chiesa cattolica e mettiamo uno sbarramento a 75 anni per essere eletti al Colle o alla Presidenza del Consiglio? La Chiesa infatti a quell’età mette in pensione vescovi e cardinali, si salva il Papa ma solo perché è il vicario di Cristo in terra. Sarà un caso ma nelle altre democrazie avanzate dell’Occidente, che non è come dice Napolitano una civiltà superiore ma che certo è quella più avanzata, i premier o chi rappresenta lo Stato sono tutti notevolmente più giovani. Solo da noi si ha una gerontocrazia che ha il suo omologo solo, ma non sempre, in qualche dittatura residuale.
Una proposta provocatoria: per essere eletti al Quirinale non si deve avere piu’ di 75 anni. La norma, in vigore nella Chiesa Cattolica, per arginare la deriva gerontocratica presa da anni dalla massima carica dello Stato.
Dichiarazioni a getto continuo e esortazioni a comportamenti retti e virtuosi. Il Quirinale ormai è diventato un pulpito. La Chiesa, che a 75 anni manda in pensione vescovi e cardinali, è molto più moderna dello Stato italiano

Io capisco E ACCETTO tutto (o almeno ci provo) ma le cazzate (mi si perdoni la volgarità ma proprio mi sono rotto) dette anche dal Quirinale, proprio non mi permettono di affrontarle con serenità e pacatezza come prendere un caffè.
Ho letto su diversi giornali che il Presidente DELLA REPUBBLICA (CREDO LIBERA) ITALIANA (E NON VATICANA) certo Sig. Giorgio Napolitano, avrebbe dichiarato con convinzione questo:” Sulla bioetica, serve un’intesa con la chiesa”.Ho avuto un mezzo collasso anticlericale, ho pensato di aver letto male, non poteva essere vero, mi sono messo gli occhiali e mi sono accorto che avevo letto bene! Non era uno scherzo della vista.
Noi, Repubblica indipendente, teoricamente laica, senza religione di stato, purtroppo con un concordato che, a mio avviso andrebbe abolito ma sò che resterà solo un sogno (quasi come l’Anarchia), a detta dell’ex tutto Presidente Napolitano: ex stalinista, ex comunista, ex migliorista ora quasi o neo ex laico, bisogna trovare un accordo con la chiesa! Ma non eravamo noi, la sinistra tutta, dai Socialdemocratici ai Comunisti a dire che Berlusconi si faceva scrivere le leggi dal Vaticano? Spero che il mortadella, almeno sulla bioetica, si lasci “ricattare” da RnP e sinistra radicale (non conterei sui Ds visto la loro prdisposizione a non fare arrabbiare i “fidanzati” della Margherita).
Forse su questo, il povero Boselli ha l’opportunità di far vedere se gli è rimasto qualcosa di orgoglio Laico-Socialista oppure se, come ormai da abitudine, dopo la RnP, sta studiando l’ennesima “alleanza strategica” (vedi Segni, Dini, Verdi, Radicali) che finalmente funzioni (anche se io spero che i compagni dello Sdi lo mandino a casa prima e a furor di popolo).
Magari un patto elettorale con Casalinghe, Automobilisti, lista Caccia e Pesca e Consumatori…….potrebbe funzionare, chissà.
W i Laici e il Partito Socialista che non c’è!
(e si vede). Ciao Compagni. Alla prossima.
Stefano Longo
SOCIALISTA
INSUSCETTIBILE DI RAVVEDIMENTO.
Napolitano non sentenzia e spalma buonismo solo perché si sente nonno. Egli porta nella coscienza un piombo di qualche tonnellata, da cui non può liberarsi. E il discorso torna all’Ungheria del 1956, di cui con molta disinvoltura l’informazione si è già liberata. Nelle galere di Budapest sta la forca a cui fu appeso Nagy, e il cortile dove fu fucilato Maleter e migliaia di altri. Napolitano allora stava con i boia. Un giornalista imbecille della 7 di fronte alle perplessità di Pansa disse che c’è anche il pentimento. Sì, in politica può darsi il pentimento ma non l’assoluzione. In politica non c’è un “ad quem” trascendente in cui illudersi di rimettere i peccati e rifarsi la verginità. E questa è l’abominevole infezione apportata dal cattolicesimo nella politica italiana, l’idea funesta che si possa sbagliare e continuare. In politica chi sbaglia paga, e se siamo in democrazia chi sbaglia paga ritirandosi una volta per tutte dalla vita pubblica. Napolitano sbagliò nel 1956 e ha sbagliato cinquant’anni dopo ad accettare la carica presidenziale. Può anche darsi infine che si riveli un ottimo presidente ma la questione non muta d’un’acca se non appunto, sposando il giudizio sull’azione politica con la carità cattolica. Antonio Dani