Una vera maratona strumentale all’insegna di Beethoven ha inaugurato la stagione 2021/22 degli Amici della musica, dove cinque interpreti della tastiera hanno eseguito i Concerti per pianoforte e orchestra del compositore tedesco, di fronte al festoso pubblico del Teatro della Pergola. Il lungo pomeriggio musicale (circa 4 ore, intervallo compreso) è stato preceduto dalla lettura – da parte del presidente dell’associazione Stefano Passigli – del comunicato inviato dal presidente Sergio Mattarella, nel quale si esprimevano congratulazioni sincere per i 100 anni di gloriosa attività degli Amici della musica di Firenze.
Ad accompagnare i cinque pianisti che si sono succeduti da un concerto all’altro vi era l’Orchestra giovanile italiana, importante compagine strumentale composta da ragazzi formatisi nella Scuola di musica di Fiesole, che spesso poi diventano membri di orchestre importanti in Italia e nel resto di Europa. Nessun direttore sul podio, ma semplicemente il solista di turno che, secondo il costume tardo-settecentesco, al massimo faceva qualche cenno, quando non era impegnato con le mani sulla tastiera.
Ad aprire le danze Gabriele Carcano, trentaseienne pianista torinese, che si è cimentato con il Concerto n. 1 in do maggiore, dimostrando una solida tecnica, unita a delle pregevoli scelte stilistiche, tendenti a mettere in risalto il carattere ancora mozartiano dell’opera; accanto alla brillantezza esecutiva dei movimenti estremi, hanno colpito particolarmente l’intensità e la cura del fraseggio delineate da Carcano nello splendido Largo centrale. A seguire, con il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore, era la volta della cinese (ma ormai fiorentina di adozione) Jin Ju, una delle interpreti più interessanti della sua generazione, che ha affrontato la prova con grande slancio ed energia, evidenziando anche una particolare sintonia con i giovani orchestrali. Ancora ventottenne e quindi il più giovane del gruppo Filippo Gorini, protagonista del Concerto n. 3 in do minore, che a tutti gli effetti può essere considerato il primo concerto per pianoforte veramente beethoveniano del musicista di Bonn. Dopo un primo movimento inizialmente un po’ sottotono, con gradualità è venuta fuori la carica espressiva del giovane interprete, che si è manifestata soprattutto nel Rondò conclusivo, risolto con scioltezza e con il giusto vigore.
Nel Concerto n. 4 in sol maggiore, a giudizio di molti e anche di chi scrive il vero capolavoro di Beethoven fra i cinque concerti, la napoletana Mariangela Vacatello si è imposta con autorevolezza e precisione estrema, esibendo fluidità nel fraseggio, eleganza stilistica, raffinata ricerca timbrica e tecnica granitica, oltre ad una notevole empatia nei confronti dell’orchestra. A chiudere la lunga maratona musicale il pluri premiato Pietro De Maria, che ha coronato nel migliore dei modi questo indimenticabile concerto inaugurale degli Amici della musica, interpretando con grande piglio virtuosistico, maturità e in modo assai coinvolgente il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore, noto come “Imperatore”. Il celebre pianista veneziano ha sottolineato con bravura, attraverso la sua esecuzione, il carattere solenne dell’ampio Allegro di apertura, il lirismo preromantico dell’Adagio e la gioiosità esplosiva del Rondò finale.
Da non dimenticare, ovviamente, l’ottima esecuzione degli orchestrali dell’Ogi, che hanno saputo affrontare con entusiasmo, energia e grande professionalità una prova molto impegnativa, oltre che faticosa.
Grande successo da parte di un pubblico entusiasta.
Luca Summer

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