Tanti anni fa, appena appresa la notizia della prima elezione a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano, scrissi su Pensalibero un commento non proprio elogiativo. Il suo passato non mi sembrava promettere niente di buono: per lunghi anni aveva girato il mondo, compreso quello comunista. Sapeva, dunque, come stavano le cose. Ma pareva a me che poco si fosse speso da esponente di primissimo piano del PCI per informare i “compagni” in modo che non continuassero ad indugiare sulla favola del paradiso realizzato nel mondo comunista. Soprattutto dopo le repressioni di Budapest e di Praga.
Sotto al mio articolo comparve immediatamente un commento di Lelio Lagorio, già Presidente della Regione Toscana, ministro, ed esponente fra i più colti ed intellettualmente eleganti del socialismo italiano.
Scriveva in pratica Lagorio: ragazzi, state sbagliando; Napolitano vi farà cambiare idea e sarà un ottimo Presidente. Concetti che mi ribadì subito dopo per telefono.
Conosco Lagorio personalmente da quando divenne Presidente della Toscana. “Abbiamo cominciato assieme la carriera”, ero solito scherzare, lui da Presidente della Regione, io da giovane giornalista RAI, addetto proprio, fra mille altre cose, a seguire i fatti della appena nata nuova Istituzione. Solo che Lelio, nel frattempo, era già stato Sindaco di Firenze ed uno dei più brillanti giovani “virgulti” di una scuola di giuristi fiorentini che da Piero Calamandrei, attraverso Paolo Barile, Alberto Predieri, Carlo Furno ed altri continuava ad essere fra le più apprezzate in Italia.
Dunque pensai che se non si trattava di una garbata ramanzina, ovviamente senza abbandonare l’ironia e l’eleganza che lo contraddistinguono, Lagorio, ormai fuori dalla politica attiva, ci teneva tantissimo a smentire un luogo comune negativo che accompagnava certi giudizi sul suo coetaneo Napolitano garantendo per la sua lunga frequentazione sulle doti e sul valore del neo Presidente della Repubblica.
Ho ripensato alle parole di Lagorio tutte le volte che ho dovuto giudicare i comportamenti di Napolitano negli anni difficili della sua presidenza. E ci ripenso ora che siamo alla vigilia delle sue dimissioni. Non credo che quanto scrissi allora fosse frutto di un mio pregiudizio. E nemmeno lo sia ciò che penso adesso. E’ stato un Presidente che ha svolto il suo compito con onestà. Ed anche con dedizione notevole e grande senso dello Stato. Il giudizio è largamente positivo. Ma non posso tacere quello che sembra a me il suo errore più grande. Pensare che il ricorso alle urne, dopo la caduta di Berlusconi ed anche all’indomani di un voto che non aveva espresso maggioranze in grado di garantire governi efficienti e affidabili, avrebbe logorato la democrazia e peggiorato la nostra economia. Credo ancora in ciò che scrissi sul momento: non ricorrere al voto fu pericoloso. Anche se le pratiche della democrazia sono spesso lunghe, le scorciatoie allontanano i cittadini dalle Istituzioni. E’ poi molto difficile recuperarli, e lo si sta vedendo.
Comunque, un errore, niente di più. E i toni sguaiati di certi attacchi sono ingiustificati.
Perciò auguro anch’io al Presidente una lunga, serena e meritata pensione.

lunga pensione glielo auguro certamente ma dubito a novantanni se la godrà a lungo. Sicuramente però uno dei presidenti più controversi della nostra Repubblica persino rispetto a tutti i precendenti non certo edificanti a partire da Saragat( sempre ubriaco), Gronchi coinvolto in numerosi scandali fra cui quello famoso delle banane,Leone che se andò dal Quirinale portandosi, evidentemente per souvenir, tutta l’argenteria (poi ricomprata in tutto segreto dal successore), Cossiga collegato con i servizi segreti che fingeva di essere pazzo dopo aver mandato a morte il segretario del suo partito , Pertini, bravissima persona ma che passò gli ultimi 3 anni di presidenza nella follia di un ictus, Scalfari che prendeva cento milioni al mese dagli onnipresenti servizi segreti ma rifiutò di dare alcuna spiegazione. Eppure il nostro Napo orso capo li ha battutti tutti: ha instaurato una repubblica presidenziale del tutto sconosciuta alla nostra Costituzione( su cui pure aveva giurato). ha firmato decine di leggi incostituzionali ed “ad personam” nonostante fosse suo specifico dovere non farlo,ha privato gli italiani del diritto di voto facendo e disfacendo i governi secondo il suo capriccio del momento, ha nominato senatori a vita gente assolutamente sconosciuta (vedi Monti) che avevano il solo merito di essergli fedeli nonostante la Costituzione chieda ” persone che hanno illustrato l’Italia”. Un Presidente spinto dalla necessità? Un Presidente spinto dall’ego e ubriaco di potere? Un Presidente che ha abilmente sfruttato un vuoto istituzionale?Come disse una persona molto ma molto più saggia di me: ai posteri l’ardua sentenza!
Gentilissimo Michele,
a leggere la sua lettera emerge che il torto maggiore di tutti questi “deplorevoli” presidenti sia stato quello di mantenere una democrazia che permette a tutti di rendere pubblici vaneggiamenti come i suoi.
Dopo questi dati e dopo il tempo avuto e annunciato da Renzi, l’ultima decisione saggia di Napolitano sarebbe quella di sciogliere le Camere, ma non lo farà.
Colpevoli sono Renzi e coloro che ancora oggi lo sostengono.
Perché si esita a presentare questi conti al Renzaccio, dopo avergli bagnato le polveri della chiacchiera sul riformismo salvifico coi risultati alle calende greche, quando i parametri di oggi saranno tutt’altri e i calcoli da rifare?
Vedi Nicola, di fronte ai dati disastrosi che è bene ricordare qui di seguito, ci sono colpevoli e bisogna additarli e dire che hanno fallito le loro scelte e i loro atti.
Il tasso di disoccupazione a novembre sale ancora, raggiungendo quota 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad ottobre. Lo comunica l’Istat nelle stime. Si tratta del massimo storico, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977 (37 anni fa).
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni a novembre balza al 43,9%, in rialzo di 0,6 punti percentuali su ottobre. Il dato è sempre dell’Istat. E’ il valore più alto mai registrato sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia di quelle trimestrali, ovvero dal 1977. Risultano in cerca di un lavoro ben 729mila under25.
Mentre in Germania scende al minimo storico: a dicembre il tasso è sceso al 6,5% e il numero dei senza lavoro è calato di 27.000 unità contro le 5.000 attese dagli economisti.
Occupati a novembre, -48 mila in un solo mese – Gli occupati a novembre scendono dello 0,2% rispetto a ottobre. Lo comunica l’Istat nelle stime. Si contano così 48 mila occupati in meno in un solo mese. Si tratta del secondo ribasso consecutivo. Il loro numero cala anche su base annua, sempre dello 0,2% (-42mila). – Gli occupati a novembre scendono dello 0,2% rispetto a ottobre. Lo comunica l’Istat nelle stime. Si contano così 48 mila occupati in meno in un solo mese. Si tratta del secondo ribasso consecutivo. Il loro numero cala anche su base annua, sempre dello 0,2% (-42mila).
Giù inattivi, oltre 300mila in meno in un anno – Il tasso di inattivi a novembre resta fermo al minimo storico del 35,7%. Lo rileva sempre l’Istat. In un anno il numero di coloro che non sono occupati né cercano un lavoro è sceso di 312mila. La tendenza degli ultimi mesi sembra quindi associare a un calo dell’inattività e dell’occupazione un aumento della disoccupazione.
Giovani disoccupati, salgono di 63mila in un anno – Il numero di giovani disoccupati (15-24anni), pari a 729mila, sale di 18 mila unità nell’ultimo mese (+2,5%) e di 63mila rispetto a dodici mesi prima (+9,4%). Lo rileva l’Istat diffondendo i dati provvisori per novembre. Guardando all’altra faccia della medaglia, gli occupati under25, a quota 934mila, restano fermi su base mensile, mentre calano di 8 mila nel confronto annuo (-0,9%).
A giudicare dal numero di lettori di questo articolo, direi che a nessuno interessa che Napolitano riceva la pensione, finalmento un segno d’intelligenza dal popolo.
Comunque sia, visti gli inciuci clamorosi tra R&B cosa c’é da aspettarsi per il prossimo presidente della Repubblica?!? Come puo’ questa classe dirigente incapace, bugiarda e sbruffona, lontanissima dalla gente e dalla realtà, far eleggere qualcuno che dovrebbe garantire…..icché?!?
Nessuno vuole denunciare gli errori senza attribuire paternità e maternità, ci mancherebbe. Anzi, spiegandoli bene gli errori ed indugiandoci, è più facile capire che non ci sono solo babbi e mamme ma anche nonni, zii, cugini, etc.
Comunque separare gli errori da chi li commette non ci farà uscire mai dalla sacrestia.
Si, non è facile la questione che poni Nicola, vero hai ragione, ma forse come sempre è un mix, errore e errante vanno a braccetto? Ma allora perché abbindolare gli italiani privati del voto con i dogmi della Costituzione? 2 pesi e 2 misure?
Le colpe, come pero’ anche i meriti, non sono mai frutto di una singola persona, ma di tante circostanze che portano a una conclusione positiva o negativa.
Faccio spesso l’esempio dell’aereo, guarda caso rarissimamente la colpa è della macchina, ma quasi esclusivamente delle scelte sbagliate dell’uomo, e neanche intemperie e sfortuna sono scusanti, un buon pilota (salvo appunto casi rarissimi) salva aereo e passeggeri.
Nel caso di Napolitano non mi pare che sia stato un buon pilota.
Cari Luigi, Paolo e Marzio,
vi ringrazio per l’attenzione dedicata a questo mio articolo. Credo che dai vostri commenti e da quanto da me scritto emerga un dilemma che semplificherei nel seguente modo: meglio rivolgere l’attenzione verso l’errore o l’errante? Su questo punto ci siamo più volte confrontati, soprattutto con Marzio. Io continuo a ritenere più utile cercare di mettere in rilievo le dinamiche dell’errore. Probabilmente sono in politica più pessimista di voi, anche se appare il contrario. Il contributo delle persone, pure se investite di grandi responsabilità, è certamente importante. Ma di più lo è fare capire in cosa consista l’errore e perchè si è determinato. Senza contare che addossare tutta la colpa a uno è ingiusto e assolutorio per tanti altri che a sbagliare hanno contribuito. In politica le colpe non sono mai di uno solo. Hitler, Stalin, Mussolini non erano soli nelle loro nefandezze. Figurarsi oggi, con lo sciame di piccoli e futili comprimari che si dimenano sulla scena politica.
D’accordo con Paolo su Cossiga. Poi non capisco perché basti mostrarsi compiti per non essere grossolani e sguaiati, come un Renzi e un Napolitano lo sono a tutto campo. Forse occorrerebbe istituire un corso di studi sulla Verità delle Buone Maniere.
Caro Nicola,
condivido il tuo pezzo, ma attenzione a non santificare Napolitano, i cui meriti a mio avviso sono da riassumersi in una sola parola, FORTUNA, che lo ha portato da grigio appartenente all’apparato del PCI a “RE” d’Italia. Come dici, ha sbagliato a non indire subito le elezioni, ma i suoi non sono errorucci cosi, li paragonerei ad un errore di pilotaggio o ad un errore chirurgico, quindi errori gravi che hanno sicuramente cambiato in peggio i destini già poveri dell’Italia, non sarei cosi benevolo come te.
Diciamo che Napolitano, questo si, ha rispettato la volontà popolare non iltranciando neppure Berlusconi, poi si deve essere stufato e ha fatto, male, di testa propria con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Bisognerebbe sminuire il potere ridondante della classe dirigente, fare come in Europa del Nord dove i politici eletti sono normali amministratori di condominio, con salari assolutamente normali.
Napolitano ha avuto fortune genetiche e di vita vissuta, augurargli una buona pensione con quello che ha guadagnato materialmente e con la sua mensilità (ma quanto prenderà Napolitano Giorgio al mese?!?) mi pare persino inutile, semmai visti i 90 c’é solo da augurargli buona salute.
Ma come tante persone che hanno lavorato nella vita reale (non quella dorata della politica) non avrà certo da sobbarcarsi le spese mediche e magari quelle per una badante……
L’unico presidente che ha rotto il protocollo del disorso ieratico e patriottico col magone è stato Cossiga, gli altri dei barbagianni dalla vita d’oro, paga l’Italia.
Caro Nicola,
Senza usare toni sguaiati credo però che una critica negativa nei confronti di un Presidente entrato con L’Italia alle Stelle e uscente avendola ridotta ad una stalla, non possa evitarsi, mai l’Italia era caduta così in basso moralmente, economicamente, politicamente e nel rispetto della comunità Internazionale, nemmeno dopo la seconda guerra Mondiale, punto.
Dovrebbe servire di lezione a riformare totalmente o chiudere la Normale di Pisa che lo ha istruito facendone un pollo di batteria, abituato a mangiare dalla mangiatoia di Stato, ma incapace di procurarsi il cibo autonomamente, se educhi dando tutto gratis come alla Normale, poi si è visto cosa capiscono di economia, capiscono solo che forse la capisca Monti: Un vero Casino di Stato.
Riformiami L’Università in Italia aggiungendo l’evoluzione dell’educazione fisica nella pratica obbligatoria di uno Sport, della matematica in tutti i corsi di laurea, ma specialmente Legge, con almeno metà materie insegnate in lingua Inglese, importiamo più insegnanti dall’estero che calciatori, torniamo tra i primi otto nel Mondo con Prodi!