Ci ha lasciato uno dei padri nobili del liberalismo italiano del secondo Dopoguerra. Valerio Zanone (avrebbe compiuto ottanta anni fra pochi giorni), infatti, era uno degli ultimi della sua generazione per cui l’appartenenza politica significava davvero qualcosa. Ebbe modo di operare in un periodo storico della società in cui era ancora possibile far valere i metodi e i valori del liberalismo che si identificavano in un’unica realtà politica. Il suo successo personale alle elezioni del 1976 assicurò rappresentanza parlamentare al PLI del quale fu segretario e presidente per diversi anni. Più volte ministro, vogliamo ricordare quando a capo del dicastero dell’Ecologia firmò per l’istituzione del ministero dell’Ambiente, dando seguito, nel solco di Croce ed Einaudi, alla migliore tradizione liberale sensibile alla tutela ambientale ed artistica che, con largo anticipo, ne aveva colto l’importanza. Il suo fu anche un impegno culturale che portò avanti fino all’ultimo. Laureato in filosofia ha svolto un’intesa attività giornalistica di promozione degli ideali in cui credeva. Già presidente della Fondazione Luigi Einaudi di Roma si è battuto in anni recenti affinché mantenesse la sua autonomia e indipendenza dai partiti di oggi. La sua attività politica non si è esaurita con l’esperienza parlamentare: negli anni ’90 aderì alla Federazione dei Liberali nel tentativo, finora mai riuscito, di dare una nuova casa comune a tutti i liberali. Ma quello che più ci preme ricordare è ciò che è riuscito a lasciare alle nuove generazioni con la coerenza della sua testimonianza che si può riassumere con la fedeltà ad un liberalismo democratico, sociale, europeista e laico.
Una lezione per il futuro
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Info Alberto Lopez
Laureato in Fisica è stato segretario provinciale fiorentino del PLI (2010-12). Socio del Circolo Culturale Piero Gobetti di Firenze fa parte del Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Ben detto, caro LOPEZ! Con un breve ma significativo intervento hai saputo mettere a fuoco alcune pregevoli qualità di Valerio Zanone, che nella rassegna stampa di questi giorni sono state generalmente trascurate: l’essere stato Zanone, prima e oltre che un politico (attento soprattutto alla cultura del “fare”), un intellettuale, un filosofo, ricordando, su questa strada, anche Croce ed Einaudi. Zanone infatti si era formato in quella enclave ideologica e culturale che a Torino ruotava attorno al “Centro Einaudi e alla “Biblioteca della Libertà”, trovandosi in buona compagnia con personaggi che portavano il nome di Giuliano Urbani, Salvatore Valitutti, Piero Ostellino, Giovanna Zincone, per citarne alcuni. Ti ricordo anche che a Firenze Zanone ebbe un’ottima accoglienza quando, nel novembre 1997 venne a presentare il suo libro forse più bello, L’ETA’ LIBERALE, introdotto nel dibattito da Paolo Bagnoli e Leonardo Morlino. Potrei continuare, e ricordare, a te che sei giovane, che da tante idee che i liberali hanno sviluppato negli anni ’70 e ’80, sono nate le più importanti conquiste di libertà e di civiltà che oggi consentono a tutti (anche a coloro che, non liberali, a queste riforme si erano pervicacemente opposti) di vivere in un Paese libero, civile, progredito. A quanti si sono impegnati per raggiungere tali conquiste, Zanone in primis,ben corrisponde un incipit che abbiamo scelto per un libro che sarà a breve pubblicato proprio su questi argomenti, e di cui Zanone sarà in gran parte protagonista: “Un partito di opinione, piccolo per numeri per bene che gli vada, deve essere grande per le sue opinioni e per il suo coraggio”. (Giovanni Malagodi).