
L’offensiva non si è limitata a colpire aree residenziali, ma ha mirato alle infrastrutture energetiche, provocando buio totale diffuso proprio mentre le temperature si abbassano. Il Ministero dell’Energia ucraino ha fatto sapere che “oltre 500.000 utenti a Kiev, più di 100.000 nella regione di Kiev e quasi 8.000 nella regione di Kharkiv sono senza corrente.” La notte in Ucraina è tornata ad essere assordante da sirene e scoppi fragorosi, mentre dall’altra parte del fronte i suoi droni colpivano raffinerie e petroliere russe. A questo punto rafforzato da un ritmo del conflitto: Mosca intensifica gli attacchi sulle città, Kiev risponde andando a colpire il cuore dell’economia energetica del Cremlino. Dall’altra parte, il Cremlino gioisce e non perde l’occasione per attaccare Kiev e i suoi alleati: “Tutta questa corruzione era e continua a essere legata ai soldi che americani ed europei hanno donato per la guerra,” ha affermato Dmitry Peskov. Per Putin – che venerdì ha ricevuto Viktor Orban, garantendo il petrolio al fedele alleato europeo – è l’occasione per incassare il più possibile dal momento di debolezza dell’Ucraina, mentre continuano i bombardamenti e si negozia per la fine della guerra. Una guerra aspra e sanguinosa in Ucraina ha devastato il Paese, isolato ulteriormente la Russia dall’Occidente e alimentato l’insicurezza economica in tutto il mondo. Una rapida osservazione da come il resto del mondo vede la guerra in Ucraina. La guerra in Ucraina giunge al giorno 1.375. Mentre proseguono i negoziati sul piano di pace promosso dagli Usa, sul campo si continua a combattere. Un attacco con droni russi ha colpito Kiev nella notte tra venerdì e sabato, provocando almeno due morti e dieci feriti, tra cui una donna e un adolescente. Più le trattative diplomatiche entrano nel vivo, più la Russia alza il tiro e aumenta la portata dei suoi attacchi. Su tutto il territorio ucraino, nella notte tra venerdì e sabato, sono volati oltre 36 missili e quasi 600 droni, lasciando a terra almeno tre morti due nella capitale e decine di feriti. Kiev è ripiombata nel terrore negli ultimi mesi dopo che per diverso tempo non era stata al centro dell’offensiva del Cremlino. Solo nelle ultime due settimane si contano almeno tre raid di questo tipo, il più recente solo pochi giorni fa. Nelle prime ore di sabato, i velivoli senza pilota dell’esercito di Zelensky hanno colpito i locali della raffineria petrolifera Afipsky nel territorio russo di Krasnodar, provocando un incendio in un’area di circa 250 metri quadrati che è stato domato solo alcune ore dopo, come riportato dalle autorità russe. Secondo il Ministero dei Trasporti Turco, venerdì sera la Virago e la Kairos, battenti bandiera gambiana, sono state colpite al largo delle coste turche. Una delle due è stata bersagliata nuovamente la mattina dopo. “Una delegazione ucraina guidata da Rustem Umerov, Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa, e da Kyrylo Budanov, Capo dell’Intelligence Militare, è negli Stati Uniti per proseguire i negoziati sull’ultimo piano di pace, sostenuto dagli Stati Uniti, per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.
In Florida, oggi sono previsti colloqui con il Segretario di Stato Marco Rubio e con Steve Witkoff. In fine, poi, nella prima metà della prossima settimana volerà a Mosca per incontrare Vladimir Putin. ” Mentre lunedì Zelensky è atteso a Parigi per un incontro col Presidente Macron. “La diplomazia resta attiva,” ha assicurato in serata il leader di Kiev, come a rassicurare gli ucraini – e sé stesso – in uno dei momenti più difficili per il Paese dall’inizio della guerra.
Sul fronte diplomatico, lo sguardo è verso gli Stati Uniti. La delegazione ucraina – guidata ora da Umerov (ex ministro della difesa dell’Ucraina) – lavorerà il più possibile alleggerire il contenuto del piano di pace a favore di Kiev, sul piano di quanto già ottenuto negli incontri di Ginevra. Questa è la vostra guerra, presidente Volodymyr Zelensky, non è la nostra. E in questa vostra guerra noi non siamo che spettatori. Ma anche come spettatori lei non può chiederci d’essere contro i russi.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento