
Questa inchiesta, lo dico ora e temo che il tempo mi darà ragione, finirà nel nulla. Si basa su una serie di considerazioni giuridiche che di giuridico non hanno nulla. Perché quello che è stato fatto con San Siro non nè un reato. Sicuramente è un delitto politico, ma non è un reato. Sì, la funzione pubblica si è inchinata ai Club, ma questo non è un reato. La Procura ci gira intorno perché non ha trovato i bonifici o i contanti. E non li ha trovati perché non ci sono.
Su questo Sala ha ragione. Sul resto no. L’operazione, del bene di Milano, se ne è ampiamente fregata. Si tratta di una vasta operazione di speculazione immobiliare che si muoveva nello stesso solco del resto del rito ambrosiano immobiliare: costruire aggirando i veti ideologici della sinistra PD. Fine. Dello stadio, dei tifosi, dei residenti non fregava nulla a nessuno. Bisognava tenere accesi i motori del settore immobiliare, che con una visione di città alla Majorino morirebbe, facendo esplodere ancora di più i costi delle case.
Nessuno è stato corrotto, nessuno ha turbato nulla: semplicemente, per pura necessità politica, le regole sono state piegate fino al punto di rottura. Ma non oltre. Lo abbiamo già visto con l’inchiesta per corruzione a Tancredi. Nessuno troverà un euro o un beneficio chiaramente ricollegabile. Quell’inchiesta, a proposito, è ferma da un anno. E dubito fortemente ripartirà. Il problema, qui, è tutto politico.
E guardate, per una volta, non è colpa della minoranza se non emerge. Non è nemmeno questione di colpa. E’ che il residente medio, arrivato da meno di dieci anni (e parliamo di più di centomila persone) non sta realmente pensando di starci altri dieci anni a Milano. Quindi non pensa a una città proiettata nella realtà e nel futuro. Vuole il sogno della Milano 2014. Non si è accorto e non si accorgerà a breve che è finito tutto. Non gli importa delle aiuole pulite. Vuole una città europea, proiettata in un futuro globale. E vuole i grattacieli, ma anche l’aria pulita. I mezzi in orario, ma un miliardo di piste ciclabili anche totalmente inutili. Una città dove il caffè si paghi col POS e zero negozi di vicinanza, tanto la roba arriva con Amazon e i riders. Salvo poi indignarsi dei costi sociali delle proprie scelte.
Ma di fondo non gli importa assolutamente nulla manco di quelle. Fatta abbastanza strada, accumulata abbastanza esperienza, tornerà a casa e si lamenterà di quanto provinciale sia la sua provincia. Nel frattempo qui vota a sinistra, perché fa parte del pacchetto e chissene delle conseguenze. Che comunque saranno un problema dei prossimi giargiana. Ecco, in tutto questo cosa mai gliene potrà importare di uno stadio che verrà su quando lui sarà in Piazza dei Signori (teniamo autobiografico l’esempio) a bersi uno spritz e a protestare per la strage di santi e congiuntivi attorno?
Zero. Ecco, in questo vuoto qualcuno ha pensato di spostare la questione in Procura. Sbagliando. Purtroppo, ancora una volta, abbiamo un’indagine che non doveva partire, che non arriverà a nulla. Ma siamo sereni, perché le correnti del CSM voteranno il premio di produzione per tutti i soggetti coinvolti. Così decreta la Costituzione più bella del mondo, con l’elettorato più conservatore che l’universo conosca.
Luca Rampazzo

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