
Finito questo periodo, dalla metà degli anni ’50 assisté appassionatamente la popolazione sarda che stava migrando nei terreni collinari toscani, abbandonati dai contadini per l’inurbamento causato dal boom economico e industriale.
Temuta dai magistrati, per le sue arringhe appassionate e vibranti che riscuotevano l’applauso del pubblico presente, era solita non esigere compenso dai suoi clienti.
Ebbe anche interessi per la politica, dopo che nella sua tesi di laurea si era occupata della istruzione degli indigeni in Eritrea.
Nel dopoguerra fu candidata al comune per il Partito Liberale Italiano ed ebbe rapporti di amicizia e di stima con molti politici fiorentini, fra cui il sindaco comunista Mario Fabiani.
Poco prima di andare in pensione si mise a dipingere, quadri bellissimi regalati poi ad amici e clienti in Toscana ed in Italia, partecipando anche a diverse mostre.
Un po’ sorda per l’età, ma sempre allegra e divertente, Silvana vive attualmente con la sorella Guglielmina (piu’ giovane: ha solo 98 anni !), ambedue autosufficienti ma ubbidienti all’ordine ricevuto dai nipoti e nipotini che l’hanno festeggiata: “Non aprite a nessuno !”.
Avanti così, cara Silvana, con un grande abbraccio e con le congratulazioni più affettuose degli amici liberali fiorentini e toscani e con l’omaggio e l’augurio di Pensalibero.
Adalberto Scarlino

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