In Grecia un milione di persone spinto dalla necessità è tornato in campagna per coltivare la terra.

Il debito pubblico del mondo è pari a dodici volte il Pil dell’intero pianeta. Le future generazioni dovrebbero produrre per dodici anni e non consumare nulla. Per non parlare delle grandi banche estere, che hanno emesso titoli fasulli per migliaia di miliardi. In buona sostanza, siamo seduti su una montagna di debiti, compreso quello italiano che è di mille970 miliardi di euro. Questa è la dimostrazione del fallimento dell’economia globalizzata, sfuggita ad ogni controllo, che ci rende vittime della speculazione dei “cosiddetti mercati”. I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Così non va bene. Noi non siamo degli economisti e non proponiamo ricette miracolose. La decrescita comporta dei sacrifici, ma alla fine potrebbe essere anche l’occasione di riconsiderare uno stile di vita fatto di eccessi.
In Grecia un milione di persone spinto dalla necessità è tornato in campagna per coltivare la terra. Proprio com’era in tempo di guerra (si sente ancora raccontare), in città c’era la fame e la cosiddetta “borsa nera”, mentre in campagna i contadini avevano il necessario per sopravvivere senza che manchi il necessario. Il ritorno ad un’economia reale qual è l’agricoltura, può costituire la risposta a molte famiglie che vivono marginalizzate in città, senza lavoro. Nelle zone rurali del nostro Paese ed in particolare nel Sud Italia ci sono migliaia di poderi con abitazione, abbandonati da cinquanta\sessant’anni che attendono di essere coltivati. Una cosa è certa, così come stanno andando le cose, le famiglie avranno una vita sempre più difficile se non si va verso una riconsiderazione dello stile di vita e una riflessione sugli errori del passato.

Lascia un commento