Avvicinandosi le elezioni Politiche riprendono i “viaggi della speranza” a destra e a sinistra da parte di ciò che fu un tempo il glorioso mondo laico, liberaldemocratico e repubblicano.
Nonostante il mio costante tentativo di rifugiarmi in vecchi libri di Giovanni Spadolini o Ugo La Malfa (ultimamente sono rimasto persino “incantato” dal libro profetico di Giorgio La Malfa “Le ragioni di una svolta” pubblicato nel 1992 pochi mesi prima che finisse tutto) non riesco a non seguire i tentativi che si ripetono da parte dei protagonisti vecchi e nuovi di quel mondo al quale anche io appartengo.
Quindi sto seguendo con curiosità sia coloro che stanno cercando di dar vita a “Forza Europa” ovvero tra gli altri Della Vedova sia coloro che invece perseguono la via della “quarta gamba” (perduta per sempre la Terza Via e la Terza Forza di spadoliniana memoria..) ovvero Enrico Costa e Stefano De Luca cosi’ come quello che stanno cercando di proporre Stefano Parisi con Energie per l’Italia e Daniele Capezzone con Direzione Italia.
Il problema è sempre lo stesso: per quale ragione uno dovrebbe votare una lista in appoggio al PD di Renzi oppure a Berlusconi e Salvini?
Nella sempre più da me rimpianta Prima Repubblica uno sapeva benissimo per quale motivo votava PLI, PRI o Radicali, oggi sinceramente credo che anche il più “malato” di politica come me farebbe fatica a spiegarlo anche al migliore amico.
Per questo dovrebbe nascere la domanda in quel che resto del nostro mondo: meglio essere “quarta gamba” di qualcuno o cercare di stare diritti in piedi da soli? E per fare cosa?
Il semplice “richiamo della foresta” visto che la foresta è stata distrutta peggio della foresta Amazzonica non ha più alcun senso: sono passati troppi anni dal 1992.
E quindi non sarebbe meglio un “banale” programma di tre semplici punti condizionanti per qualsiasi alleanza post elettorale?
Ovviamente al primo punto non potrebbe non esserci la politica estera, da sempre contenitore della politica interna per dirla alla Ugo La Malfa, e quindi una chiara scelta occidentale: al fianco di Stati Uniti, Regno Unito ed Israele qualsiasi sia il presidente o governo in carica.
Questo vorrebbe dire stare nell’Unione Europea portando avanti l’idea di una “relazione speciale” con il Regno Unito anche nel dopo Brexit e non atteggiamenti punitivi come emergono in Germania o Francia.
Altra idea per una nuova politica estera potrebbe essere quello di creare un “gruppo di Genova” sulla falsa riga di quello di Visegrad con Spagna e Portogallo per controbilanciare sia i paesi dell’Est che il duo franco-tedesco (con in più la possibilità di avere un ruolo da protagonisti nell’America Latina).
Secondo punto l’immigrazione: bisogna assolutamente continuare nella linea del buon senso praticata da Minniti, come si è visto l’emergenza “epocale” si può controllare e gestire.
Terzo ed ultimo punto la flat tax come proposta dal gruppo di Oscar Giannino e Nicola Rossi ovvero una tassa piatta al 25% che preveda contemporaneamente un sostanziale taglio della spesa pubblica.
Infine una considerazione generale: i Liberali in Germania sono risorti con un programma di “sinistra” sui temi dei diritti civili e di “destra” in economia, non ci dovrebbe suggerire qualcosa?
Se pensiamo alla offerta politica attuale c’è tutto ed il contrario di tutto ma non una forza politica di questo tipo: qualcuno seguirà questa strada? Temo di no e non resterà che continuare a rimpiangere il passato glorioso.
Per tutti noi non resta forse che riascoltare il monito di Ugo La Malfa direttamente dall’apertura della campagna elettorale del PRI al Teatro Adriano a Roma del 16 maggio 1976: “Tutti i partiti vi diranno ora di avere la ricetta del toccasana. Io vi dico che avremo una situazione tremenda, bisogna che ci prepariamo. E la battaglia non sarà soltanto per sopravvivere, ma anche per salvare certi valori di civiltà, come noi li sentiamo”.
Federico Baldini

Programma del PRI 2018.