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Un nuovo “Muro di Berlino” finanziario e politico per Putin

di Enrico Martelloni | 23 Marzo 2014

Non sarebbe una sorpresa se, dall’interno dell’Ucraina, grazie ad infiltrati del F. S. B. (ex KGB), nascesse una fase caotica per permettere a Putin di penetrare nel resto del Paese come ha fatto in Crimea.

vladimirputinPrima d’ogni altro discorso è bene sempre ricordare che, se non ci fosse stata la pacifica protesta delle Maidan e la fuga del presidente filo russo Yanukovich, non sarebbe avvenuta l’invasione della Crimea. Va rilevato, perché almeno in Italia da più parti si dimentica. Ai media, in genere, non interessa molto ciò che accade fuori d’Italia e pone ai margini il problema. Tra l’opinione pubblica riemergono invece separatisti e comunisti come se l’azione di Putin fosse legittima ed egli rappresentasse la riscossa dell’URSS. Il porto di Sebastopoli è invece, strategico per Mosca, che lo ottiene in affitto dall’Ucrania. Solo questo sta provocando il dramma che rischia la disintegrazione politica di Kiev. Per questo motivo il comportamento della Russia è deprecabile, per l’ingerenza su scelte interne ad una nazione libera, almeno non si voglia considerare giusto, l’invasione di uno stato indipendente dal 1991. La grande pianura del Dineper, è composta in diverse realtà: una parte della popolazione è ucraina, una Russa, che ha sostituito quella deportata dei tartari e degli ucraini ai tempi di Stalin. Non solo: è frequente oggi incontrare in Ucraina, famiglie miste. In questo momento entrare in Ucraina da parte di un russo è molto semplice perché la nazione è bi lingua. Per questo motivo le città di confine come Kharkiv sono soggette ha maggiori pressioni di frange filo russe. Non sarebbe una sorpresa se, dall’interno del Paese, grazie ad infiltrati del F. S. B. (ex KGB), nascesse una fase caotica per permettere a Putin di penetrare nel resto dell’Ucraina come ha fatto in Crimea. L’incertezza dell’esecutivo politico di Kiev, sta giocando a favore di Putin. L’annessione della Crimea ha provocato molta preoccupazione alla popolazione tartara ritornata nella propria terra. Di nuovo rischia di essere espulsa. Quella tartara e l’ucraina, sono le due popolazioni che ad oggi costituiscono la maggioranza nella penisola. Nessuno, infatti, è andato al voto se non costretto dai Kalashnikov dei soldati Russi senza mostrine. Il motivo è semplice: nessuno vuole vedere i propri figli costretti alla leva sotto le insegne russe impegnate nella guerra in Cecenia, o sui confini ad esempio in Manciuria, terra da tempo strappata ai cinesi. Per il momento Yatsenyuk, capo del governo in carica, ha trovato un accordo con l’Ue. Manca ancora una coerente organizzazione politica e militare interna da garantirgli forza e resistenza nei confronti dell’invasione Russa incominciata in Crimea. Ora deve da subito mostrare che il nuovo governo saprà opporsi con mosse precise ed energiche con una sorta di nuovo “Muro di Berlino” rafforzando i confini. Non sarà facile, perché Yanukovich in questi anni di potere ha demolito e corrotto tutto il paese in maniera capillare. La depauperazione delle ricchezze e l’inefficienza della struttura amministrativa e militare è l’opera sistematica di anni. Sarà difficile ricreare velocemente senza errori una nuova organizzazione di difesa. Usa ed Europa, stanno già muovendosi in conseguenza all’aggressione e alla volontà di resistenza di Kiev. Per l’Unione Europea, è una prova epocale che porrà sul piatto nell’immediato futuro, la necessità di costituire la federazione politica nel vecchio continente. La questione si è resa necessaria ed urgente. Non basterà la Nato a dissuadere Putin da invadere altri paesi come ha già fatto con la Georgia e l’Ucraina. L’Estonia è preoccupata per gli sviluppi di questi giorni e molti altri s’interrogano sulla possibilità di trovarsi di nuovo attaccai. Non è detto che possa accadere, ma la probabilità esiste. Due sono i motivi principali: il primo risiede all’interno dell’Europa, il secondo nella Russia stessa. L’Europa non è saldamente unita, per prendere decisioni così importanti.  Nella Russia, esistono dissensi verso Putin, che lo rendono debole e bisognoso di consolidare stima e popolarità per l’eccessiva povertà diffusa su tutto l’immenso impero del suo territorio.

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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