Ha suscitato scalpore (e molti interrogativi) la firma di Matteo Renzi al manifesto contro il populismo sottoscritto con alcuni leader centristi europei (non tutti di primo piano). Naturalmente ci si chiede quali siano le reali intenzioni dell’ex segretario del PD ed ex presidente del consiglio. E’ intenzionato a fondare un nuovo partito in Italia? E come si concilia questa iniziativa assieme ai leader centristi europei con l’adesione del PD al Partito Socialista europeo?
Ecco il testo del manifesto anti-sovranisti: “Riscatteremo l’Ue dai Salvini e dagli Orban”
Risvegliamo l’Europa!
Nel 1918 l’Europa usciva stremata da una guerra
sanguinaria e senza aver attenuato le tensioni preesistenti. Nel 1939
scoppiava un nuovo conflitto, generato dall’ennesima crisi europea e
dalla recrudescenza dei fascismi. Ci sono voluti decenni di sforzi e
di compromessi affinché una nuova generazione potesse finalmente offrire
agli Europei quello che i leader sonnambuli dell’epoca delle due
guerre avevano sempre rifiutato: un’Europa di pace, di prosperità e di
libertà.
Un secolo più tardi, mentre il nostro continente è di nuovo in preda
alle divisioni e all’immobilismo, rifiutiamo di essere una generazione
di sonnambuli. Bisogna agire ora, o il progetto europeo perderà fiato.
Peggio, sarà soffocato da dei politici populisti per i quali l’Unione
è un’anomalia della Storia che dev’essere abbandonata.
A otto mesi dalle elezioni europee che permetteranno ai cittadini dei
27 paesi di scegliere quale Europa vogliono, lanciamo questo appello:
vogliamo rifondare l’Europa per rispondere finalmente alle aspettative
dei cittadini e per rinnovare le promesse europee dei padri fondatori.
L’Europa attuale appare spesso inadeguata per fronteggiare le sfide
che ha di fronte: che siano ecologiche, economiche o migratorie.
Inadeguata rispetto alle aspettative dei cittadini che chiedono meno leggi e più
azione. Inadeguata rispetto agli impegni che non può più onorare per
mancanza di una visione comune e di un’organizzazione efficace.
Eppure, la promessa europea non è persa: sta sonnecchiando. I passi
avanti in materia di regolazione dei lavoratori transfrontalieri, di
difesa, di tassazione delle piattaforme digitali dimostrano che l’
Europa progredisce quando la volontà politica unisce gli Europei
attorno a un progetto chiaro e ambizioso. Non c’è dubbio, sulla
tassazione delle piattaforme digitali siamo appena all’inizio del
processo, ma sappiamo che la soluzione europea è l’unica possibile.
Il discorso alla Sorbona del Presidente Macron, di un anno fa, va
esattamente in questa direzione: ora sta a noi trasformarlo nella
realtà di tutti i giorni.
Non si tratta soltanto di superare, una volta per tutte, le divisioni
che caratterizzano la politica europea da quant’anni a questa parte e
che hanno portato all’impasse attuale – si tratta di ribadire con
forza che tutti gli Orban, i Le Pen, i Salvini d’Europa non sanno fare altro
che incriminare l’Unione, di accusarla di tutti i mali senza proporre
niente di costruttivo, senza neppure mettersi d’accordo su una
risposta unica. Se loro vogliono distruggere, il nostro compito è quello di
proporre.
Ed è per questo che il nostro progetto di rifondazione è chiaro..
Piuttosto che le minacce di “pulizia di massa” di Salvini, dello
“sbarazzarsi dell’Islam” dell’AFD tedesco o dello “smetterla con l’
Europa” della signora Le Pen, rivendichiamo con fierezza i valori
fondatori di pace, di libertà, di prosperità e di solidarietà.
Piuttosto che mettere la museruola alla giustizia e alle opposizioni,
rivendichiamo il rispetto dello stato di diritto e delle istituzioni
democratiche..
Piuttosto che un continente diviso e indebolito, alla mercé delle
grandi potenze mondiali, rivendichiamo un’Europa sovrana che agisca
con forza laddove un paese isolato è impotente: la politica monetaria, la
sicurezza, la difesa, la transizione ecologica e agricola, l’
immigrazione e la trasformazione digitale.
Proprio per questo, il nostro metodo è chiaro.
Non vogliamo lasciare nulla d’intentato. Siamo pronti a riformare i
trattati se la rifondazione dell’Europa lo esige. Siamo pronti ad
andare avanti nonostante i blocchi: ognuno dev’essere in grado di
avanzare con il proprio passo. Insieme, vogliamo un’Europa più forte,
ed è per questo che tendiamo la mano a coloro che vorranno
raggiungerci su questo percorso.
Siamo pronti a superare le strutture politiche esistenti se si
rivelassero essere degli ostacoli. Ci impegniamo affinché questa
rifondazione dell’Europa sia compiuta da donne e uomini
rappresentativi del loro paese, da Ovest ad Est, da Nord a Sud: degli appassionati d’
Europa, determinati ad impegnarsi in questo progetto storico, a
differenza degli altri che si accontentano di essere dei figuranti.
Ci restano otto mesi per convincere, in ognuno dei nostri paesi, che l’
Europa merita un nuovo progetto e che i cittadini meritano quest’
Europa rifondata.
Otto mesi è il tempo che ci diamo per il riscatto dell’Europa.
Matteo Renzi (Senatore ed Ex premier italiano)
Christophe Castaner (Presidente del partito francese En Marche)
Joseph Muscat (Premier di Malta)
Albert Rivera (Presidente del partito spagnolo Ciudadanos)
Guy Verhofstadt (Capogruppo al Parlamento europeo di Alde)
Oliver Chastel (Presidente del Movimento Riformatore in Belgio)
Dacian Cioloș (Ex premier della Romania)
Alexander Pechtold (Leader del partito olandese Democrazia 66)

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