Lo ha presentato ieri nella mia sezione , insieme a Giorgi, che della sezione fa parte.
Il libro analizza il crollo della partecipazione al voto in Italia più forte che nel resto dell’Europa, mentre la nostra informazione paleolitica continua a analizzare le percentuali dei voti validi.
Il dato più emblematico è il voto alle regionali, ente percepito come luogo di inutile spreco, responsabile dell’inefficienza sanitaria. Alle ultime regionali la partecipazione al voto in Emilia è stata del 37,7% e in Toscana del 48,3%. Alle regionali del 2010 sono andati a votare solo il 64,7% degli italiani aventi diritto.
Ma anche le elezioni europee risentono della sfiducia nell’istituzione. Dal 1999 va a votare meno della metà degli aventi diritto in tutta Europa. In Gran Bretagna , da quando fa parte della UE, non si è mai superato il 40% dei votanti, Francia e Germania sono sotto il 50% dal 1999, i paesi di Visegrad son sotto il 30% con un record in Polonia, il paese del presidente della Commissione, 23,8% , e in Slovacchia, 13,1%.
Fornaro è un valido storico. La sua biografia di Saragat sfata il linciaggio da sempre praticato contro il personaggio da parte della faziosa cultura togliattiana. Giorgi è un ottimo costituzionalista. Entrambi sono per il no. Ma l’eccesso di referendum, iniziato con l’isterismo pannelliano e proseguito con quello delle femministe che han voluto quello sulla fecondazione eterologa, mi fa pensare che nonostante la martellante passerella sui tg, questo referendum costituzionale non raggiungerà il quorum. Perchè il risultato sia lo stesso efficace, mentre non lo è per i referendum sulle leggi ordinarie, è un mistero da azzeccagarbugli…

Sembra che la totale perdita di credito da parte del pubblico nei confronti dei politici sia un fenomeno ormai piuttosto generalizzato. La gente si è stancata del populismo e delle equivoche frottole alle quali ricorrono per conquistare le loro poltrone; ma oggi, la circolazione dell’informazione sempre più libera e veloce, e non permette più di nascondere la loro sporcizia sotto il tappeto dell’omertà.
Non solo in Europa, ma anche – se non soprattutto – negli Stati Uniti e recentemente in Brasile gli elettori li hanno boicottati; in Brasile, poi, dove dopo i giganteschi scandali di corruzione dei cosiddetti progressisti del socialismo del XXI secolo, vinto il trofeo della corruzione a livello storico mondiale, il loro partito dominante fino ad un anno fa – quello di Lula e Dilma per la precisione – si è ridotto all’undicesimo posto nelle elezioni amministrative della settimana scorsa… Infatti, oltre il 30% degli elettori, ex presidenti Lula e Dilma inclusi, non si sono nemmeno presentati per esprimere il proprio voto nelle urne. Per quest’ultimi, tuttavia, c’è una buona spiegazione, hanno un buon motivo: non possono più presentarsi in pubblico senza essere sonoramente fischiati. dalla folla che fino a due anni fa li aveva votati in massa…