Con il “liberi tutti” ordinato dal governo presieduto da Giorgia Meloni, i nostri governanti sembrano
aver dimenticato le sofferenze degli italiani per la pandemia da covid che ha colpito tutto il mondo.
I camion militari, carichi di salme, che partivano da Bergamo per i cimiteri dell’Emilia.
Anziché promuovere delle campagne promozionali attraverso tutti i mezzi di comunicazione
televisivi e della carta stampata all’uso della mascherina, all’assunzione delle dosi vaccino e alla
prudenza, il nuovo governo ha riammesso in servizio i medici che si erano rifiutati di sottoporsi alla
vaccinazione; questo è un cattivo esempio che mina la credibilità dello Stato.
È un pessimo esempio anche la cancellazione delle multe per gli ultra 50anni che avrebbero
dovuto sottoporsi alla prevenzione Covid per accedere al posto di lavoro.
In una grande democrazia il governo che entra in carica non dovrebbe, come primo
provvedimento, demolire il lavoro di chi l’ha preceduto. Si possono cambiare le regole, ma
attraverso una politica riformista che abbia come obiettivo la gradualità e faccia tesoro
dell’esperienza.
I dati nazionali relativi al covid evidenziano un tasso di positività al 16% , molto preoccupante: un
cittadino su 6 ha il covid.
Basti pensare alla Cina, dove chiudono intere città per poche migliaia di contagi. Non c’è da stare
allegri. Se oggi possiamo permetterci una vita quasi normale, lo dobbiamo alla massiccia
campagna di vaccinazione, con la conseguente massa di popolazione immunizzata, che non si
ammala e che in ogni caso esclude la forma grave.
Che Dio ce la mandi buona e che non ritornino le ondate della pandemia; con il Paese in ginocchio
per il caro energia, la preoccupazione per la guerra russo – ucraina che riverbera sull’economia
effetti negativi, e con l’inflazione al 12% che impoverisce le famiglie giorno dopo giorno, c’è molta
preoccupazione. Il governo dovrebbe integrare stipendi e pensioni della perdita del valore di
acquisto dovuto all’inflazione; questa è la battaglia di civiltà che Giorgia Meloni dovrebbe
affrontare, in luogo dei “pannicelli caldi” previsti per il caro energia.
Sempre meglio che niente, ma la verità è che bisognerebbe ritornare al sistema di rivalutazione di
stipendi e pensioni ogni tre mesi, com’era al tempo della scala mobile, abolita dal governo Craxi.
Con un’inflazione, che viaggia al 12%, il costo delle vita che aumenta vertiginosamente, la
prospettiva per chi vive di reddito fisso è di andare incontro alla miseria. Il nostro sistema è già
stato collassato negli anni bui delle chiusure per covid e non può più reggere a lungo.
Roberto Fronzuti
Un Italiano su sei ha il Covid, il virus non è ancora sconfitto
I governanti sembrano aver dimenticato le sofferenze dei cittadini a causa della pandemia. In una grande democrazia il governo che entra in carica non dovrebbe, come primo
provvedimento, demolire il lavoro di chi l’ha preceduto. Si possono cambiare le regole, ma
attraverso una politica riformista che abbia come obiettivo la gradualità e faccia tesoro
dell’esperienza.

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