• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Un grido di dolore

di Elirs Roel | 13 Luglio 2014

Non cercate razionalità o ragionamenti nell’articolo che segue. E’ uno sfogo, una sfuriata, una intemerata, un anatema, eccetera. Anche colorito, anche coinvolgente nella sua urgenza. Può essere classificato all’insegna del “quando ce vò, ce vò”. Oppure del “Elirs, sei tutti noi!”

Che cosa è venuto fuori dalla “democrazia” dell’ultimo trentennio? Di certo è che essa ha prodotto non solo il populismo, ma anche un fenomeno più preoccupante, l’astensionismo di massa. Allora, di quale democrazia si può parlare? Infatti ne è venuto fuori un sistema di oligarchie, di caste, di supercaste, di privilegi, di arricchimenti facili, di intrallazzatori, di ladroni, dei Batman, dei Lusi, dei Penati, dei Trota, dei Belsito, dei Greganti, dei Frigerio, dei comitati d’affari, delle cupole degli appalti, delle opere incompiute, delle mafie, dei superpagati, dei vitalizi, della partitocrazia, delle liquidazioni milionarie, delle pensioni d’oro, dell’inquinamento e avvelenamento di fiumi, di laghi, di mari, di terreni, dell’aria, con i politici che stavano a “non guardare” Ne è venuto fuori un Paese in cui si verifica un’evasione di 120/180 mild, un costo della corruzione di 60 mld, un giro d’affari della mafia di centinaia di mld, eccetera. Cioè il Paese dei saccheggiatori della Repubblica che per un trentennio hanno succhiato dalle sue mammelle latte a “bocca piena”, tanto da ridurla anemica e indebitata, col rischio di ammazzarla. Non è forse questo il Paese in cui il 10% delle famiglie possiede il 50% della ricchezza e con “politici” e politicanti più pagati del mondo? Non è forse il Paese di “parentopoli” e del clientelismo più biechi, con i giovani senza “padrini”, ormai quarantenni, lasciati “al palo” e scaricati sui genitori pensionati? Con un destino ben diverso rispetto al figlio di ministra che con un anno di lavoro ha percepito 3,5 mln, tanti da mettere al sicuro anche la prole? E’, o no, lo stesso Paese in cui si praticano i salari più bassi d’Europa? In cui al restante 90% dei cittadini rimane il restante 50% della ricchezza? In cui il 50% delle pensioni arriva si e no a 500 euro? In cui, quelli che hanno sempre pagato le tasse (lavoratori e pensionati) continuano ad essere tartassati? Non è il Paese in cui comincia a serpeggiare il sospetto che “la palude” l’avrà vinta e il trionfo del “gattopardo” sarà assicurato? Quale esempio hanno saputo dare i tanti reggitori della osa pubblica che, coltivando il “proprio orto” e il “tengo famiglia”, hanno continuato ad arricchirsi spudoratamente e da decenni tengono il culo incollato alla poltrona del potere periferico e centrale? Con la tassazione più alta d’Europa si continua o no ad alimentare le caste, le supercaste, i privilegi, o, addirittura le mafie, come dice Grillo? Sebbene tutto ciò, si ha l’impressione che “il cambiamento” di cui si parla, al di là delle aspettative e delle speranze suscitate, finirà per far pagare i costi ai “soliti noti”: pensionati e lavoratori. Un lavoratore che con i risparmi di una vita e con la liquidazione dopo 40 anni di lavoro ha realizzato una casa anche per i figli, oggi disoccupati, o ha racimolato un piccolo gruzzolo in banca, si trova tartassato di tasse, messo alla pari dei grandi speculatori che hanno cementificato le città e le coste. Come dimenticare la campagna di stampa sugli accaparratori delle case e degli immobili dello Stato a prezzi stracciati? E’ opinione diffusa che bisognava, quantomeno, applicare gli interventi secondo il principio già consolidato della progressività: per le rendite di case e di titoli, l’aliquota che opera sui titoli di Stato (12.5%), e, man mano che si sale, applicare aliquote progressive. L’orientamento che si sta affermando, invece, sembra non fare alcuna distinzione tra coloro che si sono arricchiti saccheggiando la Repubblica e magari evasori, o che si sono appropriati degli immobili dello Stato, e i piccoli risparmiatori che con i loro sacrifici, utilizzano i risparmi di una vita di onesto lavoro per mantenere i figli disoccupati, che tali resteranno perchè i posti di lavoro, specie nelle pubbliche amministrazioni, sono già accaparrati prima ancora di crearli. La conseguenza è quella di un ceto medio precipitato irrimediabilmente verso il basso, Sembrano, ancora una volta, farsi strada le soluzioni “alla napoletana”: chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto… scurdammucce u’ passatu… Né la cosiddetta “sinistra” deve farsi troppe illusioni con il 40,8%. Se non ci saranno cambiamenti di tendenza, radicali, il passo “dall’altare alla polvere”, come la storia insegna, sarà inevitabile.

(Circolo Rosselli)

Pubblicato in : Primo piano

Info Elirs Roel

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti