Non cercate razionalità o ragionamenti nell’articolo che segue. E’ uno sfogo, una sfuriata, una intemerata, un anatema, eccetera. Anche colorito, anche coinvolgente nella sua urgenza. Può essere classificato all’insegna del “quando ce vò, ce vò”. Oppure del “Elirs, sei tutti noi!”
Che cosa è venuto fuori dalla “democrazia” dell’ultimo trentennio? Di certo è che essa ha prodotto non solo il populismo, ma anche un fenomeno più preoccupante, l’astensionismo di massa. Allora, di quale democrazia si può parlare? Infatti ne è venuto fuori un sistema di oligarchie, di caste, di supercaste, di privilegi, di arricchimenti facili, di intrallazzatori, di ladroni, dei Batman, dei Lusi, dei Penati, dei Trota, dei Belsito, dei Greganti, dei Frigerio, dei comitati d’affari, delle cupole degli appalti, delle opere incompiute, delle mafie, dei superpagati, dei vitalizi, della partitocrazia, delle liquidazioni milionarie, delle pensioni d’oro, dell’inquinamento e avvelenamento di fiumi, di laghi, di mari, di terreni, dell’aria, con i politici che stavano a “non guardare” Ne è venuto fuori un Paese in cui si verifica un’evasione di 120/180 mild, un costo della corruzione di 60 mld, un giro d’affari della mafia di centinaia di mld, eccetera. Cioè il Paese dei saccheggiatori della Repubblica che per un trentennio hanno succhiato dalle sue mammelle latte a “bocca piena”, tanto da ridurla anemica e indebitata, col rischio di ammazzarla. Non è forse questo il Paese in cui il 10% delle famiglie possiede il 50% della ricchezza e con “politici” e politicanti più pagati del mondo? Non è forse il Paese di “parentopoli” e del clientelismo più biechi, con i giovani senza “padrini”, ormai quarantenni, lasciati “al palo” e scaricati sui genitori pensionati? Con un destino ben diverso rispetto al figlio di ministra che con un anno di lavoro ha percepito 3,5 mln, tanti da mettere al sicuro anche la prole? E’, o no, lo stesso Paese in cui si praticano i salari più bassi d’Europa? In cui al restante 90% dei cittadini rimane il restante 50% della ricchezza? In cui il 50% delle pensioni arriva si e no a 500 euro? In cui, quelli che hanno sempre pagato le tasse (lavoratori e pensionati) continuano ad essere tartassati? Non è il Paese in cui comincia a serpeggiare il sospetto che “la palude” l’avrà vinta e il trionfo del “gattopardo” sarà assicurato? Quale esempio hanno saputo dare i tanti reggitori della osa pubblica che, coltivando il “proprio orto” e il “tengo famiglia”, hanno continuato ad arricchirsi spudoratamente e da decenni tengono il culo incollato alla poltrona del potere periferico e centrale? Con la tassazione più alta d’Europa si continua o no ad alimentare le caste, le supercaste, i privilegi, o, addirittura le mafie, come dice Grillo? Sebbene tutto ciò, si ha l’impressione che “il cambiamento” di cui si parla, al di là delle aspettative e delle speranze suscitate, finirà per far pagare i costi ai “soliti noti”: pensionati e lavoratori. Un lavoratore che con i risparmi di una vita e con la liquidazione dopo 40 anni di lavoro ha realizzato una casa anche per i figli, oggi disoccupati, o ha racimolato un piccolo gruzzolo in banca, si trova tartassato di tasse, messo alla pari dei grandi speculatori che hanno cementificato le città e le coste. Come dimenticare la campagna di stampa sugli accaparratori delle case e degli immobili dello Stato a prezzi stracciati? E’ opinione diffusa che bisognava, quantomeno, applicare gli interventi secondo il principio già consolidato della progressività: per le rendite di case e di titoli, l’aliquota che opera sui titoli di Stato (12.5%), e, man mano che si sale, applicare aliquote progressive. L’orientamento che si sta affermando, invece, sembra non fare alcuna distinzione tra coloro che si sono arricchiti saccheggiando la Repubblica e magari evasori, o che si sono appropriati degli immobili dello Stato, e i piccoli risparmiatori che con i loro sacrifici, utilizzano i risparmi di una vita di onesto lavoro per mantenere i figli disoccupati, che tali resteranno perchè i posti di lavoro, specie nelle pubbliche amministrazioni, sono già accaparrati prima ancora di crearli. La conseguenza è quella di un ceto medio precipitato irrimediabilmente verso il basso, Sembrano, ancora una volta, farsi strada le soluzioni “alla napoletana”: chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto… scurdammucce u’ passatu… Né la cosiddetta “sinistra” deve farsi troppe illusioni con il 40,8%. Se non ci saranno cambiamenti di tendenza, radicali, il passo “dall’altare alla polvere”, come la storia insegna, sarà inevitabile.
(Circolo Rosselli)

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