Il libresco Monti tratta i problemi economici italiani come fossero quelli inglesi o canadesi, intervenendo con l’arma più pericolosa dell’economista, la convinzione che l’economia sia una scienza adattabile.

Abbiamo ascoltato Monti assicurarci che le liberalizzazioni porteranno alla crescita del Pil di dieci punti. Solo una concezione astratta del lavoro e delle professioni, lette totalmente disarticolate dalla realtà italiana può indurre simili abbagli. Il libresco Monti tratta i problemi economici italiani come fossero quelli inglesi o canadesi, intervenendo con l’arma più pericolosa dell’economista, la convinzione che l’economia sia una scienza adattabile come un “ istant book “ ma comunque scienza. Invece l’economia è un sapere che va a tentoni condizionato da un’accozzaglia così infinita di variabili che nessun computer può armonizzarli fino ad adeguarli alla realtà. Ma attenti, Monti non è un disonesto, purtroppo crede a quello che dice, va a messa nelle chiese cattoliche anche se non sa d’essere calvinista, avrà toccato una donna una ventina di volte in tutta la vita, – ma ve lo immaginate? -, è educato e rispettoso, sorride amabile e articola bene le manine per dare forma ai suoi pensierini, in poche parole crede che l’economia sia quella degli algoritmi, dei trend, dell’alta matematica da London School. Monti però non sa niente del rapporto non organico ma sanguigno tra la fatica e il premio che dovrebbe risarcirla, dico fatica non lavoro perché anche il lavoro è diventato misura libresca infarcita di parametri, e se i sindacati smettessero di difendere il lavoro per alzare la bandiera della fatica forse non si troverebbero nell’attuale situazione penosa. Il governo Monti è un governo libresco esperto in una concezione libresca del lavoro che al massimo difenderà perché è il lavoro astratto erto a totem da una costituzione libresca. Ma stiamo certi che la fatica del lavoro non la difenderà mai perché sui libri non c’è e non ne sa la misura.

La ringrazio vivamente perché avvelenare il sangue dei lettori è l’obiettivo più alto per chi scrive, dal giornaletto liceale al più grande quotidiano planetario e se modestamente ci riesco col piccolo pubblico di Pensalibero ne sono arcicontento. Quanto al resto, se ha visto oggi Monti ospite di Lucia Annunziata spero convenga con me che è meglio astenersi da qualsiasi commento, davvero non ne vale la pena descrivere tanta umile spocchia cattolica, quegli occhi gelidi se l’altro non sta al gioco. Per quel che mi riguarda ho profonda nostalgia per i poveri maestri arrabattati nelle scuole rurali umbertine. E infine il problema delle telecamere nelle mutande dei politici. Lei s’indigna perché ipotizzo che Monti sia sempre stato pigro in quel settore, ma certamente s’indignava ancor più a scoprire quanto Berlusconi fosse invece imbufalito, ma sono certo che fosse felice che il libertino di Palazzo Chigi venisse messo a ludibrio. Allora? La sua reazione è un segnale da non sottovalutare, l’autoritarismo cortese del professore in combinata con l’autoritarismo del Colle comincia ad ammassare i primi frutti. Un consiglio, esca signora dagli anni cinquanta. Dico signora perché tutto in lei mi fa pensare alla femmina, tanto sono sessualmente infelice che annuso femmine ovunque, visto che le donne non esistono più. E magari anche una femmina troppo sprovveduta per non essere sospettata persona che si diverte solo a prendere in giro.
Trovo il suo articolo oltremodo irritante. Lei, con il sangue avvelenato, vuole avvelenare il sangue dei lettori e basta: cosa stupida, inutile e di basso profilo. Lei non sembra altro che un disfattista e un parolaio che getta a mare non solo il governo tecnico attuale, ma tutto l’impianto politico ed il sistema educativo di un Paese. Facile questo atteggiamento dalla sua poltrona e davanti al suo pc. Vorrei vedere lei che geniali proposte avrebbe per l’Italia, per uscire da questo schifo. Cambi Paese! Ma, già!, lei è la tipica persona che non starebbe bene da nessuna parte perché avrebbe da ridire su tutto, sempre e comunque. Inoltre, se vuole proprio gettare fango su qualcuno, visto che scrive su un giornale, dovrebbe attenersi alla pertinenza, commentando ciò che costui fa nella vita pubblica e lasciando stare la sua vita privata. Altrimenti, dal suo articolo, si potrebbe evincere che lei non sia troppo soddisfatto sessualmente. Ma questo, a chi giova saperlo?