• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Un governo ‘a tempo’, se i magistrati …

di Alberto Benzoni | 7 Aprile 2013

Alla base degli orientamenti di Napolitano, la percezione dei limiti e dei pericoli del bipolarismo e, in particolare, del valore taumaturgico e risolutivo che esso attribuisce al verdetto elettorale.

loris_d_ambrosio_funerali_napolitano_2Per i suoi avversari o, più esattamente, per i suoi antipatizzanti, il nostro Presidente della Repubblica è Morfeo, insomma uno incapace di indignarsi e di reagire di fronte alle pubbliche e private nefandezze che permanentemente affliggono il nostro Paese.
Un battutista seriale, come il sottoscritto, lo vedrebbe piuttosto come un moderno Orfeo, insomma, come uno che, con la sua parola e il suo canto, ammansisce uomini e bestie feroci portandoli, insieme, sulla via della pace e della concordia. Un ruolo che il Nostro esercita con una autorevolezza che gli deriva da una sana tradizione togliattiana innescata su di una robusta conoscenza dei limiti e delle responsabilità del potere politico in un regime di democrazia liberale.
Alla base dei suoi orientamenti, la percezione dei limiti e dei pericoli del bipolarismo e, in particolare, del valore taumaturgico e risolutivo che esso attribuisce al verdetto elettorale.
Questo, Giorgio Napolitano ha tentato costantemente di spiegare ai protagonisti della Seconda repubblica dicendo, con garbo, al Cavaliere che l’unzione elettorale non gli garantiva né l’onnipotenza né l’impunità e, sottolineando agli eredi del vecchio Pci che, per diventare una vera forza di governo, dovevano compiere una scelta o diventare una autentica forza socialdemocratica o affidarsi, una volta per tutte, a garanti e/o “papi esterni”.
I risultati di queste terapie sono tutti da discutere. A occhio e croce, essi appaiono del tutto apparenti nei confronti di Berlusconi: il Nostro ha tutti gli istinti animali per capire come muoversi ed è per nostra fortuna, totalmente immune da visioni totalizzanti, ma il suo orizzonte, governato dai sondaggi e dai problemi personali, rimane totalmente chiuso a principi, valori e regole. Mentre, per quanto riguarda il Pd, la via per diventare “alternativa socialdemocratica”e/o “partito di responsabilità nazionale” è ancora in buona parte da compiere.
Sia come sia, la “political suasion” di Napolitano ha avuto e ha come suo elemento centrale il fattore tempo. Lo spazio temporale da interporre prima del ricorso alle urne, la “pausa di riflessione” necessaria per razionalizzare e aggiornare le posizioni dei contendenti.
Così è stato nell’autunno del 2010, con il rinvio della discussione della mozione di sfiducia a dopo l’approvazione del documento economico finanziario, così ancora nell’autunno successivo con l’appello a Monti, e così infine oggi, con il chiaro intendimento di non consentire, nel corso di una crisi sistemica, affrettati ‘ok Corral’ elettorali.
Allora, il Pd diede il suo consenso ad un’operazione di rinvio che avrebbe consentito la resurrezione di Berlusconi (dovuta in massima parte, occorre ricordarlo, alla totale insipienza dei suoi avversari), oggi Berlusconi dovrebbe offrire il suo consenso ad una pausa che consentirebbe al Pd il tempo necessario per il suo doveroso riposizionamento politico-culturale.
Intendendo per tale la dignitosa chiusura del ciclo Bersani (con la sua speranza socialdemocratica, mai concretamente manifestata) e la conseguente apertura al papa esterno, ad un Renzi, il cui approccio iconoclastico sul terreno della “forma partito” sarà però accompagnato da una forte progettualità di “sinistra riformista” sul terreno economico-sociale.
Il progetto del Presidente è chiaro. Un governo “a tempo” perché volto ad affrontare urgenze immediate e secondo approcci condivisi perché espressi da commissioni in cui capacità tecniche e rappresentatività politiche sono state attentamente calibrate. Poi, elezioni, sulla base di una nuova legge elettorale.
Difficile che Berlusconi dica di sì ad una proposta del genere, almeno in prima battuta. Azzardando una previsione, si potrebbe però ragionevolmente ritenere che il suo iniziale no possa essere superato.
In primo luogo, perché l’intransigenza di Berlusconi dovrebbe fare i conti con il sì di tutti gli altri, Cinque stelle compresi (per una serie di ragioni su cui avremmo ampia occasione di tornare). Per altro verso, perché la proposta è formalmente inattaccabile, perché chiede semplicemente alle due parti di aderire ad una “proposta terza, ponendole, da questo punto di vista, in una posizione di eguale dignità. In un contesto marcatamente consensuale nelle sue enunciazioni (il programma concordato) e nelle sue tappe prossime venture (l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica).
Certo, incidenti di percorso sono sempre possibili, a partire dal fatto che le richieste di garanzia da parte di Berlusconi non possono, nella sostanza, essere soddisfatte da nessuno. In questo quadro potremmo avere, e da subito, interventi della magistratura, magari con risvolti parlamentari, suscettibili di porre a rischio i nervi del Nostro e magari anche gli equilibri interni del Pd, con annesse possibilità di rottura.
Per quello che vale, porremmo comunque in guardia il Cavaliere , ricordandogli che votare con il Porcellum , sondaggi o non sondaggi, porrebbe il paese nell’alternativa terrificante tra improbabili “vittorie”e paralisi certe. Forse, la cosa non gli importa, ma noi, sì.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti