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L’insostenibile leggerezza del PD della Toscana

di Vincenzo Caciulli | 7 Aprile 2013

I vertici del PD toscano sperano che un bagno di consultazioni pseudo democratiche e pseudo movimentiste possa nasconderne le difficoltà e l‘incertezza.

images-1Diretta streaming per le riunioni della giunta e primarie per la scelta dei criteri ispiratori (preferenze o collegi) la nuova normativa per l’elezione del presidente e del consiglio regionale: Queste le sorprese pasquali annunciate dal Partito Democratico della Toscana al quale, evidentemente, la sberla elettorale ricevuta nel febbraio scorso deve aver fatto veramente girare la testa. Angosciati dal non aver più una maggioranza certa, dalla certezza che molti comuni chiamati al voto tra qualche settimana sono assolutamente contendibili, dalla difficoltà a definire contorni certi nell’azione amministrativa e di governo, i leader democratici hanno pensato bene di darsi una mossa che, tuttavia, svela una leggerezza sempre più insostenibile.  Si può, ragionevolmente, pensare che le due iniziative possano ribaltare la diffusa percezione di un partito affaticato, smarrito e diviso? Si può, sempre ragionevolmente pensare che le due iniziative possano risolvere qualche problema e rinsaldare il rapporto tra il PD e la società toscana? Francamente crediamo di no, crediamo anzi che si riveleranno un boomerang. Una giunta che discute in streaming sarà una giunta inevitabilmente costretta a misurare parole e analisi, le questioni più scottanti saranno evitate o parafrasate, le decisioni assunte altrove. Risultato: una trasparenza fasulla, un sapore di plastica sul quale soprattutto i social si scateneranno.  E poi, le sedute del Consiglio regionale vanno in diretta streaming da qualche tempo ma questo non ha evitato l’insorgere dell’insofferenza verso partiti e istituzioni né ha prodotto un solo voto di consenso. Il governo (locale, regionale e nazionale) deve parlare per atti e solo se i suoi atti sono efficaci riesce a costruirsi una reputazione. Quanto poi alla vicenda primarie (o assemblee di circoli) sulla legge elettorale l’estemporaneità appare sovrana. Una buona legge elettorale che garantisca rappresentanza (scelta dei cittadini) e governabilità non si costruisce unicamente sulle opzioni preferenze o collegi.  Presenterà il PD ai suoi iscritti ed elettori anche il quesito se devono esserci o no liste o listini (ancorché piccoli) bloccati? Se è necessario e in quale percentuale (55, 60) il premio di maggioranza e se deve essere legato al primo o al secondo turno? Se cioè si acchiapperà la maggioranza degli eletti anche con percentuali di voti minoritarie o si dovrà stabilire che il presidente eletto raggiunga almeno il 50% dei voti più uno. Porterà in assemblea e al voto la questione se il riparto dei voti debba essere proporzionale su base provinciale e se avverrà sulla base dei voti assoluti o delle percentuali? Ci immaginiamo l’andamento delle assemblee o, in alternativa, le dimensioni della scheda per rispondere ai tanti quesiti. E ci immaginiamo lo smarrimento sia per esprimere un giudizio preventivo sia, quando poi ci sarà una legge che deve essere discussa e costruita insieme alle altre forze politiche, di fronte a quello che sarà il prodotto reale. E così, rinunciando a svolgere il ruolo del quale ogni gruppo dirigente è investito, i vertici del PD toscano sperano che un bagno di consultazioni pseudo democratiche e pseudo movimentiste possa nasconderne le difficoltà e l‘incertezza. E così, con una leggerezza che stupisce, si avvierà all’ennesima delusione e all’ennesima lacerazione.

Pubblicato in : Primo piano

Info Vincenzo Caciulli

Vincenzo Caciulli. Dottore di ricerca in Crisi e trasformazione sociale si è occupato a lungo di ricerca storica e sociale presso università italiane e straniere. E’ stato consigliere regionale e membro dell’Autorità per le Comunicazioni della Toscana. Da oltre dieci anni lavora nella comunicazione con esperienze di amministrazione di società editoriali. Collabora con vari periodici tradizionali e online. Fa parte della Direzione nazionale del PSI.

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