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Un Francesco d’Oriente per l’Opera di Roma

di Giuseppe Mele | 5 Luglio 2015

YTL-Corp-group-managing-director-Francis-Yeoh-Sock-PingDopo auto, petrolio, reti energetiche tlc, finanza, moda, calcio, anche la lirica entra nel ventaglio degli investimenti asiatici nell’Italia. 

E’ Francis Yeoh Sock Ping la novità della lirica italiana dell’anno. Il 61enne miliardario malese è entrato nel Consiglio d’Indirizzo (ex CdA) della Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma, previo versamento di un milione l’anno.

Dopo auto, petrolio, reti energetiche tlc, finanza, moda, calcio, anche la lirica entra nel ventaglio degli investimenti asiatici nell’Italia che in un anno ha attratto, su $27 europei, 4 miliardi, serviti anche all’acquisto di ben 18mila case, negozi ed piccole imprese.

La cosa non deve meravigliare. In Asia la lirica ha un pubblico di massa come nel calcio. Se il pallone si traduce in Pirlo, l’Opera lo fa in Puccini, riferimento stabile della China National Opera House. Da Kuala Lumpur, a Hong Kong e Macao gli spettatori riempiono sale da migliaia di posti per affollarsi, quando non basta, all’ascolto nei parchi. Per loro sono in costruzione un centinaio di teatri dedicati alla lirica “occidentale” che a quanto pare ha resistito alla rivoluzione culturale.

Gli asiatici danno sempre una mano ai loro idoli. 4 anni fa intervennero per l’indebitato Festival Puccini di Torre del Lago; l’anno scorso offrirono riconoscimento al teatro Bellini, la cui strepitosa tournée a Shanghai risollevò l’Opera catanese dai drastici tagli regionali; ora il figlio d’arte di Tiong Lay Yeoh (dalle cui iniziali viene l’acronimo Ytl, multiutility di famiglia da $10 miliardi) si prepara a sostituire il Comune di Roma che ha ridotto di 4 milioni il sostegno al suo teatro d’Opera.

Il teatro Costanzi sta però dimostrando di sapercela fare da sé. L’appena presentata nuova stagione va verso le 200 rappresentazioni dei tempi migliori sostenute dai lavoratori, che pure hanno rinunciato a 6 milioni di retribuzioni ed aumentato gli incassi di 225mila euro. Grazie a loro, anche i tagli di 18 milioni di servizi e costi di produzione non hanno abbassato la qualità dello spettacolo. Esempio tra tutti, l’eccellente ritorno dopo 59 anni al Costanzi delle 4 ore della Picovaia Dama di Puskin e Čajkovskij, cantata per la prima volta in russo.

Il piccolo utile (meno di 5mila euro) del bilancio 2014 non è tanto significativo per la distanza dai 13 milioni di rosso del 2013, quanto per la capacità di autofinanziamento del team del Costanzi che finora non ha nemmeno utilizzato il grosso dei 25 milioni garantiti dalla legge Bray a fronte del risanamento stabilito nell’accordo sindacale di novembre. Accordo che secondo lo stesso sovrintendente Carlo Fuortes, “ha riportato in Teatro un clima di serenità consentendo di rilanciarne l’immagine in Italia e nel mondo”.

In fondo la nuova poltrona del secondo (o terzo?) Francis di Roma è uno strapuntino cheap, grazie a sgravi fiscali da 650mila euro di tax credit; con il quale però può mettersi accanto ai magnati indonesiano Thohir e thailandese Mr Bee senza aver speso i loro 250 e 500 milioni (per Inter e mezzo Milan).

Nelle tante disgrazie attraversate al momento, la Capitale ha accolto di  buon grado il Cavaliere malese (Tan Sri, titolo  federale e Dato’, titolo  di stato, che precedono  il nome di Francis corrispondono all’italico commendatore) con tanto di Miss Malesia e fidanzata mezzosoprano al seguito.

Invece il sindaco di Roma, nonchè presidente della Fondazione, Marino, dopo aver ringraziato tutti, compreso se stesso, tranne i lavoratori, non ha retto al momento di gioia e nella notte è finito  ricoverato al  Gemelli.  Ora il suo quadro doloroso è stato risolto. Resta purtroppo irrisolto quello di Roma.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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