• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Renzi al bivio

di Beppe Facchetti | 5 Luglio 2015

Si può rotolare nella risacca delle velleità fallite, ma c’è forse anche l’occasione per rendere l’Italia “normale”.

 

Nel momento che definisce il più difficile della sua leadership, Matteo Renzi ha auspicato il recupero della propria versione rottamatrice, ma in realtà è in gioco qualcosa di molto più importante di un metodo.

Ci riferiamo alla speranza di modernizzazione dell’intero sistema politico italiano che aveva suscitato. Solo un forte cambiamento in questo senso, può mettere al riparo dalle pulsioni populiste già diffuse in tutta Europa e dal disfattismo che produce assenza alle urne e declino della qualità della classe politica, in una spirale che si autoalimenta: la politica delude e allora allontana i migliori, ma poi prosperano i peggiori e si preparano cosi nuove delusioni e nuovo declino.

Una modernizzazione necessaria Innanzitutto, per il suo stesso partito, che lo ha accettato perché vincente, ma è ora disorientato, e rischia di scambiare un rallentamento elettorale per la smentita di una linea. Ma, attenzione, necessaria anche a destra, perché un leader di sinistra che rende non credibile e superata la nostalgia postcomunista e guarda solo avanti, smonta i feticci strumentali del passato, innalzati a destra per prolungare i vantaggi emotivi dell’anticomunismo. Il Paese ha bisogno anche di una destra innovativa e se a sinistra la difficoltà elettorale non deve frustrare, perché è il prezzo della novità (e prima era peggio), a destra non deve prevalere la tentazione della scorciatoia estremistica. Il riformismo degli uni e degli altri – importante per il Paese – è incompatibile con le fughe all’indietro o in avanti.

Sono tempi di crisi ancora profonda, che alimenta propensioni più alla paura che alla fiducia. Le scelte emergenti sono diventate quelle tra difficoltà del cambiamento e la facilità della rinuncia. Si può rotolare nella risacca delle velleità fallite, ma c’è forse anche l’occasione per rendere l’Italia “normale”.

Se un leader decide coscientemente di sfidare alla vigilia di elezioni difficili la sua stessa base tradizionale, come ha fatto con la riforma della scuola, ha senso se suggerisce un messaggio profondo, capace di proporre una idea di Paese, non arretrando poi solo perché si è sbagliato il candidato a Venezia.

Il vero miracolo delle europee è stato il passaggio di elettori da un campo a quello opposto (fine del bipolarismo muscolare), perché questo è l’esito fisiologico della caduta delle contrapposizioni violente, mentre il fascino dell’astensione o della protesta ne sono l’esito patologico.

Il risultato elettorale non brillante del PD alle elezioni amministrative non può avere dunque l’effetto di rallentare il rinnovamento, facendo emergere non la spinta riformista oggettivamente avviata, ma solo gli errori, che sono stati gravi in materia di riforme istituzionali. Perché i meccanismi su cui si regge una democrazia devono essere maneggiati con cura, e più rispetto. E una legge come l’Italicum può essere un boomerang perfetto se porta Grillo al ballottaggio e riapre uno scontro all’ultimo sangue.

La scelta (che nel PD è statutaria) di far coincidere segretario e capo del Governo, è valida se il Governo è sostenuto da un partito che non consideri il segretario solo un capo corrente bravo a comunicare. Certo, il maggior partito italiano avrebbe bisogno di un gruppo dirigente di maggior spessore e di un’opposizione interna propositiva, non oscillante tra la fuga e l’entrismo.

Perché una democrazia è forte se la dialettica è solida e non reticente. Più in generale, se in Italia tutte le Regioni fossero dello stesso colore (20 a 0!), non sarebbe un segno di salute. Al renzismo troppo arrogante, i casi Moretti e Paita dovrebbero perciò essere più utili che dannosi.

Ma la partita complessiva non può essere lasciata a metà in tempi di battaglie tutte molto impopolari: gestire l’immigrazione non come un’emergenza, convincere che l’Europa deve rafforzarsi politicamente, insistere su scelte che riguardano il lavoro, l’economia, le liberalizzazioni per ora non pervenute, tutto il campionario che Blair scoprì vent’anni fa e a cui noi siamo arrivati tardi perché in mezzo c’è stato un ventennio di paralizzanti battaglie polarizzate. La fretta di Renzi, insomma, è più che giustificata, ma la frettolosità può perderlo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti