Agosto tempo di ferie, ma anche di ricorrenze di liberazioni dal nazifascismo. La vulgata, ormai consolidata, fissa per la liberazione di Scandicci il 4 agosto 1944 e l’11 agosto per quella di Firenze. Queste date,in realtà, si riferiscono ad un preciso e prestabilto piano di ritiro germanico (ogni venerdì di agosto fino al 1 settembre) per permettere ai 15.000 operai italiani l’ultimazione della Linea verde o gotica.
Secondo fonti ufficiali come la Regione Toscana, la liberazione di Scandicci cominciò il 4 agosto, ma non poté dirsi completata per tutto il mese di agosto in quanto pattuglie nazifasciste, attraversando facilmente l’Arno in secca, rioccupavano importanti frazioni come Badia a Settimo e San Colombano. Quindi, sul territorio comunale, si continuò a combattere e a morire ben oltre il 4 agosto. A morire anche da eroi come il capitano Hemstead, 442° reggimento dell’esercito degli Stati Uniti, che il il 23 agosto, al comando di una pattuglia di rientro da un vittorioso scontro a fuoco a San Colombano, resosi conto di essere stato accerchiato dai tedeschi, con il suo mitra cominciò a sparare verso il nemico che lo uccise all’istante. Tale gesto creò un diversivo che servì, comunque, a far mettere al riparo i propri uomini. Il capitano fu insignito alla memoria di medaglia d’oro (la Silver Star).
Come ci sono voluti sessant’anni per poter celebrare la battaglia di S.Michele ci auguriamo che, una volta diradatesi le ultime nebbie ideologiche, l’Amministrazione comunale possa ricordarsi di tale episodio.
L’incubo per le popolazioni scandiccesi vicino all’Arno si concluse solo tra la notte del 31 agosto e il primo settembre quando l’esercito alleato si decise a passare la linea del fiume. Come è stato proposto per Firenze dallo storico Paolo Paoletti ( v. La Nazione del 25 agosto 2007) la reale liberazione del territorio comunale di Scandicci dovrebbe, secondo me,essere celebrata il primo settembre.
Leonardo Cipriani

Vale la pena ricordare che il 442° Reggimento inquadrava un reparto “Nisei” costituito da Giapponesi con cittadinanza Americana che, per affrancarsi dal fatto che i loro parenti erano stati “internati” negli USA allo scoppio delle ostilità col Giappone, combatterono in Italia comportandosi eroicamente in più occasioni. Un monumento a ricordo di uno di questi soldati si trova in Viale Apua verso Pietrasanta. Onore al merito e alla città che lo ha riconosciuto !
ciao Leonardo, ottimo intervento.
Il padre di mia madre fu l’unica vittima civile della battaglia di San Michele a Torri. La nonna era la maestra della scuola.
Valerio