
Messina Denaro, dopo trent’anni di latitanza è stato arrestato all’uscita di una clinica, dove si recava per farsi curare un tumore. Non è stato sparato neppure un colpo di pistola. L’uomo accusato di stragi e di altri numerosissimi omicidi, non era fuggito all’estero, ma si celava nel suo Comune, passando da una casa all’altra, conducendo una vita, da quello che è emerso, sostanzialmente pubblica.
E’ stato portato in elicottero nel carcere di massima sicurezza dell’Aquila, in regime di 41bis. All’atto della sua cattura non è stato ammanettato. Quanta differenza da quello che accadeva a Milano a politici ed imprenditori negli anni 90.
Loro venivano ammanettati e gettati in cella ,senza aver subito alcun processo e senza pericolo di fuga. Un assessore è stato ammanettato in barella davanti alle telecamere delle tv e a decine di giornalisti.
Si certo, perchè allora la stampa era informata sull’arresto prima dell’arrestato. Evidentemente prassi e metodi diversi. Eppure politici e imprenditori non avevano commesso stragi e omicidi.
Qualcuno di loro si è anche ucciso. Alcuni sono stati assolti. Dopo la galera. Lo Stato è sempre lo stesso. Siamo sempre in Italia. O forse esistono due Italie.
Roberto Caputo

Grazie, Vi leggo con piacere. Ottimi interventi, inascoltati.
Non credo che esista la ” Giustizia ” in Italia. Un potere dominante intoccabile. Collegato con la Mafia. SEntenze fasulle. Si vive male. Si ragiona peggio. Inesistente il rapporto cittadino-stato. Una enorme * Propaganda” sta cancellando , avvelenando ogni buon rapporto. I cittadini sono resi abulici, inesistenti. Non esiste futuro per i giovani.