Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 ora senatore del Pdl, rischia il rinvio a giudizio per aver tolto la collega Tiziana Ferrario dalla conduzione del telegiornale delle 20.
E’ vero che si tratta della RAI, azienda pubblica. Ma paragonare ad un assessore o a qualsiasi altro pubblico ufficiale un direttore di giornale, spinge a conseguenze estreme le anomalie della giustizia “creativa”. Aver cambiato mansione ad un giornalista è un «abuso d’ufficio» per il pm Sergio Colaiocco; ora deciderà il gip Rosalba Liso. La Ferrario aveva prima citato Minzolini davanti algiudice del lavoro ma non aveva ottenuto di essere reintegrata alla conduzione. Perciò ha aperto una causa penale. «La collega in questione – afferma Miinzolini – era in video da 28 anni. Le proposi alternative prestigiose: super-inviato sui grandi eventi o la sede di corrispondenza da New York, dov’era stato anche un ex direttore del Tg1, Giulio Borrelli. Lei rifiutò per motivi personali».
La tesi della Ferrario è diversa: una rappresaglia per il dissenso su certe scelte del direttore. Tesi fatta propria dal pm Colaiocco che accusa Minzolini di aver «emarginato la Ferrario dall’attività della redazione Esteri» per aver aderito «alle proteste espresse dal cdr per assenza di indipendenza della linea del direttore» e di averla poi sostituita quando lei rifiutò «di aderire a un documento di sostegno della linea editoriale» di Minzolini. «Assurdo, sconcertante, per usare un eufemismo – dice Minzolini – le mie furono decisioni professionali, non politiche, tant’è vero che i conduttori scelti da me sono stati confermati dal nuovo direttore del Tg1. Più di recente la Rai ha posto un’alternativa secca ai conduttori che avevano anche un ruolo di responsabilità: o il video o la “line” redazionale. Alcuni, come Francesco Giorgino, hanno scelto la conduzione; altri hanno preferito la “line”, come il vicedirettore Susanna Petruni. Attilio Romita è stato mandato a dirigere una sede regionale. La collega era in video da 28 anni: Bruno Vespa ha letto il Tg1 per 7 anni e Paolo Frajese per 10. La conduzione è una mansione affidata dal direttore, non un incarico a vita».
Non è necessario stabilire chi ha ragione per cogliere l’assurdità della vicenda. Assimilare a pubblici ufficiali i giornalisti significa fare vacillare i capisaldi della professione giornalistica. La magistratura, dopo avere scandito i passaggi della politica e dei gruppi industriali e finanziari, si appresta forse a disegnare i palinsesti dei telegiornali?


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