Caro compagno Riccardo Nencini,
sulle elezioni regionali in Abruzzo, da Te e da Gerardo Labellarte, c’era da aspettarsi di sentir dire che l’alleanza con il PD (in primo luogo con il PD) e con Di Pietro è stata una cazzata. E non ci si venga a dire che ci sono state spinte dei luogotenenti locali. C’è da crederci, ma la decisione finale è stata a Roma ed è stata sacrificata sull’altare delle future alleanze.
Ed è questo il motivo per cui si scrive in lettera aperta perché a breve ci saranno le elezioni in Sardegna.
Qui, come ieri in Abruzzo, ci sarebbe da aspettarci di non stringere nessuna alleanza con il PD per accelerare l’implosione dello stesso.
Un compromesso viene tuttavia formulato per evitare di consegnare in partenza la Sardegna a Berlusconi.
In questa proposta ci sono due condizioni:
Prima: pretendere che non ci sia nessuna alleanza o abbinamento con formazioni populiste, da Di Pietro a Grillo.
Seconda: dare vita ad una lista, una sola, tra PS, SD, circoli, associazioni, fondazioni, “partiti della sinistra non antagonista e non comunista” (secondo una Tua definizione) che sia abbinata al candidato presidente di tutto il centro/sinistra (sicuramente Soru), ma al cui interno ci sia una componente di candidati, NON INFERIORE AL 40-50%, VISIBILE E CARATTERIZZATA, che faccia da collettore dei voti di quell’elettorato dissenziente che chiede il pensionamento anticipato di quei dirigenti, nazionali e locali, responsabili della sconfitta del centro/sinistra, delle cazzate fatte con il governo Prodi nella legislatura 2006/08, delle cazzate fatte con le composizioni delle liste elettorali il 13 aprile.
In pratica lo strumento politico/elettorale ove un elettorato sicuramente non di centro/destra e potenzialmente di centro/sinistra possa dire, senza troppi complimenti, a Veltroni, D’Alema, Rutelli, Franceschini ed altri che devono occuparsi di altro, come ha fatto onestamente Romano Prodi, mentre di tutta evidenza è necessario un forte rinnovo generazionale accompagnato all’
immissione anche di meno giovani, ma nuovi alla politica nelle dirigenze, nazionale e locali.
QUESTA LISTA IN SARDEGNA, concepita anche come collettore di un dissenso diffuso, POTREBBE POI ESSERE RIPROPOSTA PER LE EUROPEE.
Scusami la franchezza caro Riccardo, ma presentare la solita listetta che prenderà il voto dei soliti … e poco altro non è un’operazione politica edificante.
Stiamo attenti, tornando all’Abruzzo, a quel 47% di elettori abruzzesi che si sono astenuti mentre c’è da restare convinti che una parte di elettorato dissenziente a questo centro/sinistra veltroniano ha votato, in Abruzzo e il 13 aprile, direttamente per il centro/destra.
Con questa proposta Ti arrivano i migliori auguri di un felice 2009.
Viva il Socialismo
Gino Di Maro
Post scritum.: se per le europee c’è da condividere che il simbolo deve essere quello del P.S.E., e non c’è da discutere su questo, per la lista in Sardegna c’è l’ulteriore suggerimento che, trattandosi di una lista transitoria, di presentarla senza fiori/pupazzetti e contrassegnata solo con il nome e cognome di un/a compagna/o che, per storia, passione, costanza, coerenza e lungimiranza, interpreti al meglio queste aspettative. Meglio se un compagno della base. Magari scelto a sorte tra una lista di tante/i che rispondono ai requisiti detti.
In pratica vogliamo la “LISTA ********* *********”

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