• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Un cavallo per Giuliano

Misteri, sottintesi politici, simbologia nella celebre giostra vinta da Giuliano de’ Medici nel 1475

di Gabriele Parenti | 30 Novembre 2020
Il giovane Giuliano de’ Medici raffigurato da Benozzo Gozzoli nella Cappella dei Magi di Palazzo Medici Riccardi

Il 29 gennaio 1475 si tenne a Firenze, in Piazza S.Croce quella che è conosciuta come “la giostra di Giuliano”, il torneo che nella memoria collettiva è ricordato come una delle espressioni dell’età d’oro della Firenze rinascimentale. 

La giostra decretò, appunto, il successo di Giuliano, de’ Medici che dedicò la vittoria alla sua “dama” Simonetta Cattaneo, la donna più bella di Firenze, moglie di Marco Vespucci. In effetti, secondo il rituale cortese la dama del torneo non era necessariamente l’amante e non sappiamo se quello fra Giuliano e Simonetta sia stato o meno un amore platonico  sulla scorta delle donne del dolce Stilnuovo

Giuliano scese in campo con un’armatura riccamente decorata (la possiamo vedere nel busto del Verrocchio) che aveva sul petto l’effigie di Medusa e l’abito ”bardato d’adornamenti” e di gioielli, soprattutto perle.

 Brandiva uno stendardo disegnato dal Botticelli con un’ immagine di Pallade Atena e la scritta La sans par in francese antico. Atena indossava una corazza simbolo di castità mentre Cupido era incatenato a un ulivo e calpestava dei tizzoni ardenti, simbolo di passione d’amore

Insomma, un inno alla castità della dama, sempre secondo i canoni dell’amore cortese.

Tutta la giostra, d’altronde s’ispirava ai rituali cavallereschi di tradizione francese che serviva a conferirle una patente di nobiltà.  Ma  questa enfasi su un evento di sapore medievale con il suo complesso rituale veicolava anche particolari significati politici. 

Sei anni prima, il 7 febbraio 1469, era stato Lorenzo a vincere la Giostra che aveva dedicato a Lucrezia Donati e l’evento era stato celebrato da un poema di Luigi Pulci, La giostra di Lorenzo. Questa giostra,cheveniva dopo la fallita congiura del 1466 e dopo  la guerra contro Venezia serviva ad attestare il consolidato potere dei Medici. Ma soprattutto, segnalava che Lorenzo saliva al centro della scena politica. Aveva preso il potere reale, a seguito della malattia del padre Piero che sarebbe morto il 2 dicembre di quello stesso anno. Lo stendardo di Lorenzo recava il motto Le temps revient per segnare una nuova stagione di pace e di prosperità dopo un periodo particolarmente turbolento.

Tornando a Giuliano, l’occasione da celebrare era l’alleanza con Venezia ma c’era anche un significato politico riposto che non è facile decifrare.Franco Cardini e Barbara Frale  ricordano che Giuliano fino ad allora non era mai emerso sulla scena e anche quando dava dei pareri sulle questioni politiche, spesso Lorenzo decideva in modo opposto[i]   e anche senza credere a chi allora ipotizzò che lo facesse a bella posta, è chiaro che ciò comportava una frustrazione .

Eppure, all’improvviso, Lorenzo si adoperò in ogni modo a suon di fiorini  perché il fratello  acquisti fama a Firenze e in tutte Italia come trionfatore nella più sontuosa e avvincente  delle giostre. Forse il significato riposto rivolto ai suoi nemici era che se anche lui fosse perito in un attentato c’era chi era pronto a raccogliere la successione[ii], un nuovo Magnifico che avrebbe privato il gesto criminoso di ogni risultato politico.

Rivelatrice di molti significati sottintesi è anche la questione del cavallo che avrebbe dovuto montare. Il cavallo era un elemento importante nella giostra e aveva un significativo effetto d’immagine. Lorenzo chiese, quindi, in prestito un cavallo di pregio all’amico Federico di Montefeltro che possedeva magnifici esemplari. Gli rispose il segretario del duca annunciando che sebbene il Montefeltro si privasse dei suoi cavalli, ne avrebbe inviato a Giuliano uno di cui descrisse dettagliatamente i pregi. Aggiunse ,poi, all’improvviso, che ne aveva concesso uno a Renato de’ Pazzi. Quindi en passant osservò che il cavallo destinato a Giuliano lo aveva già visto un sensale dei Medici che non una certa sufficienza aveva detto “non mi dispiace.”

La lettera sembra avere un triplice sottinteso: a) esalta il proprio “dono” e questo è abbastanza prevedibile. Poi parla del cavallo concesso a Renato dei Pazzi e questo è uno strano inciso, fuori contesto. Sembra che voglia marcare la sua equidistanza tra le due famiglie ma forse c’è qualcosa di più c) il non mi dispiace si lega alla prima  parte per far sapere che ci si attendeva una più calorosa riconoscenza.

Qualche tempo dopo ,quando mancava meno di un mese dalla giostra, arrivò a Lorenzo una nuova lettera, direttamente dal duca, il quale comunicò che il cavallo destinato a Renato de’Pazzi era “scomparso”. Quindi, poiché il Pazzi era stato il primo a fare la richiesta, avrebbe dovuto inviare a lui il cavallo destinato a Giuliano.

Una lettera che sconcerta perché marca una differenza nei rapporti con le due famiglie. E il modo lapidario sembra un voluto affronto. Si è detto che il Montefeltro era adirato perché Firenze due mesi prima aveva aiutato Nicolò Vitelli a strappargli Città di Castello ma forse la questione è più profonda e riguarda il deteriorato rapporto del duca con Sisto IV che aveva nominato Federico da Montefeltro Gonfaloniere della Chiesa e Vicario apostolico. Non a caso, tre anni dopo, sia pure in modo nascosto, il duca avrebbe appoggiato la Congiura dei Pazzi.

La vicenda del cavallo però non finisce qui perché Giuliano si rivolse al duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, tradizionale alleato dei Medici. Gli scrisse che avrebbe gradito poter indossare i colori di Milano, chiedeva un cavallo di pregio, alcuni trombettieri e dei giostratori. Lo Sforza disse che non aveva un cavallo da prestare. Concesse solo i trombettieri che però arrivarono a Firenze in ritardo, quando la giostra si era già conclusa.

Un comportamento quanto meno freddo con cui Galeazzo Maria intendeva manifestare il proprio disappunto per l’alleanza tra Firenze e Venezia, tradizionale avversaria di Milano.

Alla fine Giuliano ottenne un ottimo cavallo (Orso) dal re di Napoli. Da notare che tre anni dopo Milano sarebbe stata dalla parte di Lorenzo mentre il re di Napoli avrebbe affiancato Sisto IV nella guerra contro Firenze.

Naturalmente, Giuliano trionfò nella memorabile giostra, dedicò la vittoria a Simonetta la musa di pittori come Botticelli e Verrocchio e di poeti come il Poliziano che scrisse le celebri Stanze per la Giostra.

Ma di questo e della misteriosa scomparsa dello stendardo dipinto dal Botticelli parleremo in una prossima occasione.

Gabriele Parenti


[i]   F.Cardini-  B.Frale, La congiura. Potere e vendetta nella Firenze dei Medici, Bari Laterza 2017 p. 165 – 

[ii]  Ivi, p.167.

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, bari, chiesa, firenze, franco cardini, italia, lega, medici, milano, napoli

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti