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Un bielorusso a Firenze

Nella elegante via Tornabuoni una epigrafe ricorda il grande musicista e diplomatico, Oghinski. Quello della celebre Polonaise. ” In questa casa dal 1823 al 1832 visse e morì il grande compositore Michael Kleofas Oghinski”.

di Enrico Martelloni | 30 Novembre 2020

Passeggiando per via de’ Tornabuoni, dal canto di palazzo Strozzi verso l’Arno, potrai notare un’ epigrafe particolare. In rilievo, forse in bronzo, con un volto giovanile, i capelli al vento con sotto scritto in italiano e in cirillico, ma non saprai riconoscerlo. Lo avrai visto cento volte e come me, molti si saranno chiesti chi è. L’iscrizione ricorda il grande musicista e diplomatico, Oghinski. Quello della celebre Polonaise. Era in esilio a Firenze, proprio lì, in via de’ Tornabuoni ” In questa casa dal 1823 al 1832 visse e morì il grande compositore Michael kleofas Oghinski”. La versione in cirillico non è russo, né il più antico, ucraino. È bielorusso. Oggi, però, in quanti  conoscono la loro lingua originale? Molto pochi; il due percento appena della popolazione. Molto meno del popolo sceso in piazza, senza mascherina, contro Lukashenko. Il bielorusso, come lingua è praticamente scomparsa, la stragrande maggioranza parla russo,e in pochi tra loro saprebbero leggere correttamente l’epigrafe fiorentina. Oghinski, fu anche un diplomatico polacco, e alla sua epoca vide la spartizione della Polonia tra le potenze dell’Europa centrale e la Russia. Fu sepolto in Santa Croce con i grandi d’Italia. Era nato a Zalessie, un piccolo paesino bielorusso e divideva la sua patria e il suo sangue tra Lituania e Polonia, ma nonostante ciò,era bielorusso. “Addio alla patria” Polonaise , da quel senso di appartenenza che potrebbe disorientare tutti coloro che non conoscono le vicende e la geografia politica dell’epoca tra Polonia, Prussia e impero russo. Oghinski, per essere sepolto nel Pantheon repubblicano dei grandi d’Italia,  deve aver fatto cose di valore, e in effetti ne compi. L’epigrafe in lingua patria, affianco alla traduzione in italiano, resiste e sostiene questo popolo che non vuole Lukashenko, ma nemmeno gli dispiace la Russia di Putin, o qualsiasi Russia; le correnti filo Putin influenzano anche la vicina Polonia, come in Ungheria. Oggi però che Amnesty International chiede aiuto e denuncia i crimini della polizia russa, corsa in sostegno di Lukashenko nelle piazze di Minsk, dove  picchiano a sangue e si uccidono manifestanti. Qui, riecheggia Maidan di Kyiv, che in questo periodo celebra i centinaia di caduti civili del 2014 e  il giorno della memoria dell’ Holodomor.

Ecco che, in una via tra le più prestigiose al mondo, Oghinski ricorda a chi vi passa davanti, il nome della patria, che ha perso la sua lingua ma che ancora non ha trovato la sua indipendenza.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Cultura ed eventi, MaidanTag: europa, fiorentina, firenze, italia, mondo, nato, palazzo strozzi, polizia, putin, sostegno

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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