Cari amici, a voi e ai posteri la mia poesia all’amata, a gironi di ritorno dalla famiglia sparsa. Un cardo becco mi tortura…e sogghignate poco, è sol invidia, che a star da soli non poi così goduria.
Pensando all’amata lontana
Ti lasci trastullar dalla tv… e io quaggiù, pensare a te
tra l’incedere di un passo nel caldo dell’inferno e nulla più.
S’aggirano zanzare assatanate, ma resto in casa
a raccontare a te questa giornata palpitante
che in vero vago per le stanze, nudo quasi:sol colle mutande !
Non mi tirate pomidori…perché se no !


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