“Napule è…mille colori..Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa…” cantava Pino Daniele, con una voce blues, struggente e malinconica, dell’anima, che accomuna i popoli del Sud caldo e assetato. Dove, i pozzi di energia umana sono pieni, ma chissà per quale stregoneria del destino o cattiva gestione dei depositari di tanta forza, non si trova mai il modo di sfruttarla. E’ ormai retorico e sterile fare processi: tutti sono colpevoli, nessuno è colpevole! Lasciamoli contare i piccioni sulla piazza San Marco, come faceva quel grottesco personaggio del famoso film “Totò truffa”, quelli che cercano le colpe e non le soluzioni. Contare, sommare, raccogliere gli spiccioli disseminati a terra, perduti distrattamente da qualcuno, chiunque esso sia, è un seppellire la vita prima che muoia. Nel mentre potrebbe passare un treno per andare lontano, e rendersi conto che l’inferno non sta solo qui. L’inferno, è dovunque gli uomini non hanno capito che ogni giorno è una lotta, non per l’esistenza, ma per la dignità. La guerra è sempre alle porte. Pensare che i giorni migliori sono quelli vissuti con la sofferenza di chi sa di compiere uno sforzo inutile è un paradosso? No, se si pensa a quell’uomo che portava bidoni d’acqua per un industria. Non aveva la macchina, doveva fare a piedi una strada sotto un sole cocente. A ciò si aggiungeva il
suo pianto disperato, nel vedere che i suoi bidoni erano bucati e che quindi perdevano ogni giorno enormi quantità d’acqua non recuperabile. Fece quel lavoro per qualche settimana, non resistette oltre. Un giorno, ricevette una telefonata da un amico dal quale apprese che lungo un tratto di strada arido e infernale, inspiegabilmente, erano cresciuti giardini di fiori. Un inferno era diventato un paradiso. Era bastato lo sforzo di un solo uomo per fare un miracolo!
un blues per entrare in paradiso
“Napule è…mille colori..Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa…” cantava Pino Daniele, con una voce blues, struggente e malinconica, dell’anima, che accomuna i popoli del Sud caldo e assetato. Dove, i pozzi di energia umana sono pieni, ma chissà per quale stregoneria del destino o cattiva gestione dei depositari di tanta forza, non si trova mai il modo di sfruttarla. […]

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