Mercoledì 16 gennaio sono stati presentati i due libri di Giacomo Properzj sulla Grande Guerra e su Caporetto, l’episodio che ai più la retorica ha raccontato come una completa disfatta. Nelle sala risorgimentale al cospetto del busto di Garibaldi, tra un cimelio ed una epigrafe, lo scrittore ha descritto e discusso quei momenti fatali che portarono alla guerra, con la partecipazione di due storici di rilievo come i professori Christian Satto e Andrea Giaconi, nell’ambito della “ Storia versus Barbarie”, rassegna mensile di presentazione di libri, presso la Fratellanza Artigiana a Firenze in via Pandolfini 17, storica sede risorgimentale e mazziniana. Moderatore Armando Niccolai presentatore , professor Adalberto Scarlino. L’ interessante dibattito ha affrontato molteplici aspetti della Grande Guerra partendo dal casus belli che la generò, davanti ad un ampio pubblico che ha saputo intervenire e partecipare con ottima preparazione e cognizione. E’ risultata così, una gradevole serata attraverso l’esposizione e il confronto storico che ha rimandato ai due libri in parte già recensiti su questo sito. La peculiarità dei due brevi testi sta nell’agilità del racconto dei fatti e della cornice storica dove sono immersi, che li rende godibili al lettore centrando i momenti salienti; non solo per quello che fu il fronte italiano, ma verso tutta la guerra analizzando i punti di vista delle forze in campo che inaugurarono e conclusero una carneficina di dimensioni apocalittiche aprendo le porte di più tragici eventi mai viste in Europa e poi nel Mondo di terra e di mare. Resta dunque, al lettore apprezzare i due piccoli volumi editi da Mursia: “ Breve storia della Grande Guerra” e “Breve Storia di Caporetto” cui il primo volume del 2013 anticipò il centenario ora trascorso.
Enrico Martelloni

Valeva davvero la pena di far conoscere meglio, anche a Firenze, i due libri di Giacomo Properzj sulla storia della Grande Guerra. Che , tra i vari meriti, hanno quello di stabilire – dati inoppugnabili alla mano – la realtà dei fatti su episodi , momenti e figure chiave del conflitto. Per la conclusione del quale fu determinante la resistenza eroica del regio esercito italiano nella prima battaglia del Piave, a soli venti giorni di distanza dalla ritirata di Caporetto. Ritirata, sì, drammatica; ma non disfatta, come alcuni falsari della storia italiana sono arrivati a scrivere. Non disfatta, perchè l’esercito ( fanti, alpini del Grappa, ragazzi del ’99, marinai, aviatori), sostenuto dal Paese, in quei giorni straordinariamente generoso e concorde, riuscì a fermare le truppe tedesche e austriache, ponendo le premesse indispensabili per la resistenza e la vittoria finali: vittoria dell’alleanza anglo-franco-statunitense dell’Intesa ,per la quale la prima, la seconda battaglia del Piave e poi la terza, quella di Vittorio Veneto, furono decisive. Properzj ha rievocato, da par suo, la prudenza tattico-strategica del generale Diaz, il valore di generali come Caviglia, il….non valore (!) del generale Badoglio, l’eroismo degli storici reggimenti di cavalleria Dragoni di Genova e Lancieri di Novara, l’abnegazione delle migliaia di crocerossine, altri episodi di quella che dovrebbe essere considerata una nostrra epopea, e che invece è stata spesso “inquinata”, poi, dalla retorica del regime del ventennio e, ancora , dall’ostilità e dal rancore della storiografia pre e postsessantottina.
L’aspetto forse più bello della giornata – ha ragione Martelloni – è stato il pubblico , folto e partecipe oltre ogni migliore previsione. Grazie, Properzj ! E grazie ai due valorosi storici Satto e Giaconi, che hanno vivacemente animato l’incontro.