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Un ballo in maschera torna al Maggio dopo trent’anni

di Luca Summer | 12 Maggio 2026
la cantante Ksenia Dudnikova, immagine diffusa da MMF

Dopo lo straordinario successo di The death of Klinghoffer, che ha inaugurato l’88° Maggio Musicale Fiorentino, il programma operistico del Festival prosegue con Un ballo in maschera, titolo verdiano che è assente al Teatro del Maggio da ben trent’anni (a parte l’esecuzione del 2020 nella Cavea, realizzata, tuttavia, in forma di concerto).

Sul podio, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, il maestro Emmanuel Tjeknavorian; la regia è firmata da Valentina Carrasco. Sono cinque le recite in cartellone: martedì 12, venerdì 15 e venerdì 22 maggio alle ore 20 e domenica 17 e domenica 24 maggio alle ore 15:30. 

In questa nuova produzione le scene sono di Andrea Belli, i costumi di Silvia Aymonino, le luci di Marco Filibecke i video sono curati da Massimo Volpini, mentre il cast dei cantanti è formato da Antonio Poli e Max Jota(recita del 22 maggio) che interpretano Riccardo; Bogdan Baciu e Hae Kang(recite del 15 e 22 maggio) vestono i panni di Renato; Chiara Isottone Alessia Panza(recita del 22 maggio) interpretano Amelia e Lavinia Biniè Oscar. Inoltre la parte di Ulrica è interpretata da Ksenia Dudnikova e quella di Silvano da Janusz Nosek;  chiudono il cast Mattia  Denti (Samuel), AdrianoGramigni (Tom), Francesco Congiu (Un giudice) e Roberto Miani (Un servo di Amelia).

Emmanuel Tjeknavorian, al suo debutto sul podio del Maggio e alla sua prima direzione assoluta di un titolo lirico, ha messo in luce gli aspetti musicali e interpretativi più importanti dell’opera di Verdi, evidenziando come in essa vi si trovino grandi ‘contrasti’ musicali e un’intensa energia musicale e narrativa: “Ci sono opere che si rivelano lentamente” ha affermato il giovane direttore “e altre che sembrano parlarci con immediatezza sin dal primo istante. Un ballo in maschera è entrambe le cose, almeno per me. A un primo sguardo può apparire quasi leggera, come priva di gravità. Ma più la si studia, la si ascolta e la si vive, più emerge ciò che si nasconde sotto la superficie: qualcosa di più complesso e diverso. È proprio questa duplicità a colpirmi. Da un lato eleganza, brillantezza, una naturale fluidità del discorso musicale; dall’altro una fragilità costante, la percezione che tutto possa incrinarsi da un momento all’altro. Nulla è davvero stabile. Ed è forse qui che l’opera trova il suo vero equilibrio. Tutti i personaggi abitano questa tensione. I contrasti rimangono vivi. La luce non dissolve l’oscurità, ma larende visibile. E spesso è proprio dalla leggerezza che affiora qualcosa di più profondo. Come direttore, cerco di accostarmi a questa musica come se tutto accadesse nell’istante, pur avvertendo la direzione verso cui tende”.

Per quanto riguarda la regia, Valentina Carrasco, che ha debuttato al Teatro del Maggio nel 2007 come regista collaboratrice nel Das Rheingold di Wagner, ha sottolineato gli aspetti principali e la sua scelta di ambientarla in un momento molto particolare della storia americana, ossia nei movimentati e turbolenti primi anni ’60 del secondo dopoguerra, periodo segnato dell’amministrazione di J.F. Kennedy e da grandi e profondi contrasti sociali e politici: “Dato che la versione scelta è quella più consueta, in cui l’azione del libretto viene spostata nelle colonie del Nord America e il re di Svezia, per ragioni di opportunità e di censura, viene trasformato nel governatore britannico Riccardo, ho trovato interessante tracciare un parallelo con John Fitzgerald Kennedy, personalità tra le più popolare del secondo ‘900. In particolare, mi sono sembrati rilevanti alcuni aspetti della sua vita privata e politica, oltre che naturalmente la morte per mano di un assassino: esito di un complotto dai tratti – in parte – ancora oscuri. Anche Riccardo, il conte di Warwick, ci si presenta da subito con i suoi conclamati pregi, ma anche con evidenti difetti e una serie di atteggiamenti discutibili: lui stesso è conscio di star tradendo la fiducia di un amico e sodale politico per ragioni sentimentali”.

Si ricorda che la prima recita di martedì 12 maggio (ore 20,00) sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3. Per informazioni e acquisto biglietti, www.maggiofiorentino.com

Luca Summer

Pubblicato in : Cultura ed eventi

Info Luca Summer

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, si è laureato presso il Dipartimento di Storia della Musica presso l’Università di Firenze. Insegnante di Storia della Musica in varie scuole ed associazioni, è specializzato nei compositori del 19° e 20° secolo. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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