
Il vice presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Hussein al-Sheikh, ha condannato l’approvazione da parte della Knesset di una mozione non vincolante a favore dell’annessione della Cisgiordania da parte di Israele. L’iniziativa, che non ha valore legale ma simbolico, equivale a una “pericolosa escalation che mina le prospettive di pace, stabilita’ e la soluzione dei due Stati”, ha affermato il numero due dell’Anp. Il voto inoltre è “un attacco diretto ai diritti del popolo palestinese”, ha aggiunto al-Sheikh, esortando la comunita’ internazionale a intervenire per porre fine alle “violazioni” israeliane e a rispondere riconoscendo uno Stato palestinese. “La credibilità dell’Europa è in gioco. Non possiamo difendere i diritti umani in modo selettivo. Per questo motivo chiedo la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele fino a quando non sarà rispettato pienamente il diritto internazionale”. Lo afferma il Presidente del Pse, (Partito Socialista Europeo)
Stefan Lofven. Per il Pse “la situazione a Gaza è più che allarmante. La fame si sta diffondendo, l’accesso umanitario è ostacolato e i civili, compresi i bambini, vengono uccisi mentre cercano di raggiungere cibo e aiuti. Gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti fondamentali sono in atto sotto i nostri occhi. L’Unione europea non può rimanere in silenzio di fronte a queste sofferenze. Il Partito del socialismo europeo (PSE) è fermo nel suo impegno a favore dei diritti umani, del diritto internazionale e della protezione dei civili”. Questi principi non sono opzionali, ma sono il fondamento della nostra azione esterna. Esortiamo inoltre l’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ad agire con l’urgenza e la chiarezza richieste da questo momento. Dobbiamo agire per la dignita’ umana, per la pace, per la giustizia”. ”Le conclusioni dell’inchiesta dell’esercito israeliano sull’uccisione di tre residenti palestinesi nel complesso della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza e sul ferimento di una decina di altri non fanno che sottolineare la gravità del rischio legato a operazioni militari condotte in prossimità di luoghi religiosi e civili”. Lo denuncia il Patriarcato di Gerusalemme dopo la pubblicazione sui media dei risultati dell’indagine condotta da Israele. Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha respinto le accuse secondo cui Israele sarebbe responsabile della terribile situazione umanitaria a Gaza, affermando che sta agendo “secondo il diritto internazionale” nella sua guerra contro Hamas. “Stiamo agendo qui secondo il diritto internazionale. Stiamo fornendo aiuti umanitari secondo il diritto internazionale”, ha detto Herzog alle truppe durante una visita nella Striscia, la sua prima volta dall’inizio del conflitto nell’ottobre 2023. Herzog ha accusato “Hamas e il suo popolo” di “aver cercato di sabotare gli aiuti” nel tentativo di ostacolare la campagna militare di Israele. Il Parlamento israeliano (Knesset) ha approvato una mozione non vincolante per estendere la sovranità alla Cisgiordania e alla Valle del Giordano con 71 voti a favore e 13 contrari. Lo riportano i media locali. La proposta non ha alcun impatto legale e non avrà alcun impatto sullo status giuridico della Cisgiordania. “La terra di Israele appartiene al popolo di Israele” ha dichiarato il presidente della Knesset, Amir Ohana, dopo il voto, aggiungendo che “gli ebrei non possono essere gli occupanti” della loro patria ancestrale. Il governo israeliano ha dichiarato di non essere responsabile della cronica carenza di cibo a Gaza, accusando invece i militanti palestinesi di Hamas di aver deliberatamente creato una crisi. “A Gaza oggi non c’è un carestia causata da Israele” ha dichiarato il portavoce del governo David Mencer, dopo che oltre 100 organizzazioni umanitarie e per i diritti umani avevano lanciato l’allarme per una “carestia di massa” e avevano esortato Israele a sbloccare gli aiuti. Rimpallo di accuse sul dramma sanitario e alimentare in atto a Gaza, tra Israele e Hamas: per il governo israeliano, sarebbe l’organizzazione terroristica sciita la principale responsabile della carestia nella Striscia e delle morti per fame e sete di civili, soprattutto bambini. Pronta la replica del Ministero degli Esteri francese, che afferma che il “rischio di carestia” a Gaza è “il risultato del blocco israeliano”. Lo si direbbe un parallelo con gli ultimi mesi d’Israele di Benjamin Netanyahu.
Giuseppe Basilico

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