
Una grande novità nel cartellone di quest’anno: insieme ai tre titoli pucciniani, Tosca, Madama Butterfly e Boheme, se ne aggiunge uno… verdiano! Una suggestiva Traviata in una coproduzione con il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Goldoni di Livorno e la collaborazione del Maggio Formazione, per la prima volta inonderà di suoni e colori il palco del Gran Teatro Puccini il 28 luglio con repliche il 4,11 e 18 agosto. Preludio al bicentenario della nascita del grande compositore, questo allestimento di fatto apre le porte del teatro ad opere diverse da quelle del Maestro lucchese, consentendo nuove e, ci auguriamo positive, sinergie.
Ad inaugurare questa stagione sarà, venerdì 20 luglio (repliche il 3,16 e 25 agosto) alle ore 21 TOSCA, con le scene di Antonio Mastromattei e la nuova regia di Riccardo Canessa.
Non nuovo a quest’opera cha ha “incontrato” per la prima volta nell’estate del ’98 come aiuto regista all’Arena di Verona, poi a Salerno, in qualità di regista e ancora, nel 2007, all’arena Flegrea, questo milanese fattosi partenopeo (vive e lavora a Napoli), coglie del dramma pucciniano l’intensità dei sentimenti e la dolcezza dei trasporti amorosi e patriottici. Onorato e lieto dell’opportunità di realizzarne la messa in scena proprio dove Puccini è vissuto, fa al Maestro una promessa solenne:
«A proposito Canessa, come sarà la mia Tosca?»
«La sua Tosca è perfetta così com’è, Maestro!»
Staremo a vedere, purtroppo abituati a sorprese non sempre piacevoli e a sovrabbondanti esternazioni narcisistiche. Per intanto un ottimo cast dovrebbe garantire un piacevole ascolto: l’ucraina Oksana Dyka, che ha già interpretato il ruolo sia alla Scala di Milano che al’Opera di Roma (oltre che a Francoforte, Dresda e Valencia) sarà Flora Tosca; Fabio Armiliato, Mario Cavaradossi, mentre nei panni del Barone Scarpia ci sarà Alberto Mastromarino, veterano in questo ruolo che canta con successo anche quest’anno sia al Maggio Musicale che al National Centre for the Performing Arts di Pechino.
La bacchetta che dirigerà l’Orchestra del Festival Puccini è quella del Direttore Artistico e Musicale della Fondazione Festival Pucciniano, M° Alberto Veronesi che recentemente, primo occidentale ad essere chiamato in Cina, ha assunto anche la direzione artistica e musicale del Gran Theatre di Tianjin.
I costumi vengono dalla Fondazione Cerratelli, mentre alle luci c’è Nino Napoletano che nelle sue numerose performances nel campo della prosa e della lirica ha saputo dare prova delle sue indiscusse capacità.
Dopo Tosca sarà la volta di un altro “gioiello” della produzione della Fondazione Festival Puccini: Madama Butterfly nell’allestimento che dette l’avvio al progetto “Scolpire l’opera” con le scene ideate dallo scultore giapponese Kan Yasuda, la regia di Vivien Hewitt e i costumi di Regina Sckrecker. Dal 21 luglio (con repliche il 27 luglio e il 10-17 agosto).
In Agosto (9-19 e 24) sarà la volta de La Boheme con la regia di Maurizio Di Mattia, scene di Maurizio Varamo e costumi di Anna Biagiotti. Un allestimento che nella passata edizione del Festival ha riscosso meritati consensi di pubblico e di critica grazie alla sua originalità che, tuttavia, non alterato la contestualizzazione e lo spirito dell’opera.
Un evento di grande prestigio, per la prima volta a Torre del Lago, sarà l’International Opera Awards (Oscar della lirica) previsto per lunedì 2 agosto; la consegna del più prestigioso riconoscimento ai protagonisti della lirica mondiale promosso dalla Fondazione Verona per l’Arena. La serata, come ha tenuto a precisare Alfredo Troisi, segretario generale della Fondazione Verona per l’Arena e ideatore della manifestazione: «si svilupperà attraverso segmenti di spettacolo di assoluto livello artistico. Un evento unico nel suo genere che vedrà la partecipazione non solo di esponenti della musica lirica, ma anche del teatro e della danza». Conduttore della serata il giornalista Alfonso Signorini, special guest Andrea Bocelli e Fabio Armiliato.
Premesse e promesse non mancano, si tratta solo di aspettare pochi giorni: all’apertura del sipario di questa 58°edizione ci saremo e, come sempre, ci faremo testimoni onesti e appassionati, di una kermesse che richiama migliaia di spettatori da ogni parte del mondo, complice quel luogo così caro a Puccini da fargli scrivere più e più volte in occasione dei suoi viaggi: «Sono stufo di Paris, anelo il bosco olezzante…anelo il libero ondeggiare del ventre mio in largo calzone… Anelo al vento che libero e olezzante mi giunge dal mare, me assaporo con le nari dilatate il salso iodico spirare, a larghi polmoni! – Odio i selciati! Odio i palazzi! Odio i capitelli! Odio gli stili! Amo lo bello stile del pioppo e dell’abete, la volta dei viali ombreggianti e novello druida, farvi mio tempio, la mia casa, il mio studio… Amo il merlo, il capinero, il picchio…». Qui Puccini inizia una vita fatta di legami con le cose semplici, l’amore per la caccia e gli amici cacciatori, le baldorie con gli amici artisti, qui oltre a finire la sua Manon , scrisse anche La Bohème, Tosca, parti de La Fanciulla del West, La rondine e Il trittico.
Qui visse nella sua casa sul lago per circa 30 anni e tanto fu l’amore per il suo lago, che lì volle essere seppellito, di fronte allo specchio d’acqua che lo vide più volte intento nella caccia o immerso nella sua arte e quel lago, increspandosi, ora parla della sua musica e ci rimanda le suggestioni di quegli spartiti immortali.

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