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Ue: un’atmosfera di forzato immobilismo, ma non pessimista

di Redazione Pensalibero.it | 4 Settembre 2017

Un’atmosfera di forzato immobilismo pervade l’Unione europea alle soglie di settembre. Tutto, o quasi, è fermo in attesa della fatidica data del 24, giorno delle elezioni generali in Germania. È un appuntamento, spiace riconoscerlo, di gran lunga più importante delle elezioni del Parlamento europeo, che spostano di ben poco il discorso sul futuro dell’Unione. Il che la dice lunga sul ruolo che gli Stati, grandi o piccoli che siano, giocano oggigiorno all’interno dell’Ue.

Va anche detto, tuttavia, che la stessa atmosfera è meno pessimista di quanto ci si aspettasse solo qualche mese fa, allorquando l’ondata anti-Unione sembrava prevalere. Le elezioni in Austria, Olanda e Francia hanno parzialmente allontanato lo spettro di un progressivo sgretolamento dell’Ue, ancora sotto lo shock della Brexit. Ciò non significa che nazionalismo, sovranismo, euro-scetticismo, e via declinando, siano scomparsi dallo scenario politico, ma almeno ci avviciniamo alle elezioni tedesche nella speranza che “Mutti” Merkel confermi con un buon risultato uno stop deciso all’anti-europeismo.

Ma va anche subito aggiunto che se questo prevedibile risultato positivo in Germania (che non muterebbe nel caso, ormai altamente teorico, di una vittoria di Martin Schulz) significasse poi immobilismo sui temi europei, allora la via verso la frammentazione dell’Unione riprenderebbe con tutto il suo negativo vigore.

Le opzioni, e le preoccupazioni, tedesche
A preoccupare un po’ è innanzitutto il fatto che il tema Europa non è molto presente nel dibattito elettorale tedesco, come se l’opinione pubblica di quel Paese fosse infastidita dall’assedio che la Germania sta subendo da tempo da parte dei suoi partner a Sud, che chiedono meno austerità, e da quelli dell’Est (il gruppo di Visegrad), che mettono in dubbio il valore dell’integrazione e guardano alla Brexit con malcelata simpatia.

In secondo luogo rimane il dubbio sul tipo di coalizione che emergerà dalle elezioni tedesche. Dato per scontato che Angela Merkel non potrà, in caso di vittoria, governare da sola, un’eventuale coalizione con i liberali rischierebbe di indurire ancora di più i rapporti con i partner del sud e con la Francia sul tema delle garanzie bancarie e della disciplina fiscale. Diversa la situazione se si dovesse ritornare ad una ‘Große Koalition’ con i socialdemocratici.

I dossier aperti europei: tanti e complessi
Ma a parte queste prospettive politiche interne, la questione vera è che sul tavolo di Bruxelles il numero e l’importanza dei dossier aperti è a dir poco drammaticamente complessa. Brexit, ripensamento dell’Uem, terrorismo, immigrazione, sicurezza e difesa europea attendono una risposta da parte delle istituzioni dell’Unione, a cominciare dal Consiglio europeo che, come è noto, domina largamente i giochi.

Il guaio è che sui singoli dossier le posizioni dei 27 non sono del tutto convergenti. Basti solo guardare alla questione dell’immigrazione o dei rapporti con la Libia per rendersi conto che i punti di vista sono abissalmente divergenti. In attesa di comprendere la validità degli accordi raggiunti a Parigi lunedì 28 agosto, l’Italia è rimasta fino ad oggi sola, tanto da essere stata obbligata negli ultimi tempi a lanciare un’operazione navale a sostegno della guardia costiera libica per frenare un’immigrazione ormai fuori controllo. Leggi tutto:

http://www.affarinternazionali.it/2017/08/ue-atmosfera-germania-merkel/

Pubblicato in : Primo pianoTag: angela merkel, bruxelles, discorso, elezioni, euro, europa, francia, futuro, germania, immigrazione, la germania, Liberali, libia, merkel, olanda, parigi, parlamento, punti di vista, Socialdemocratici, sostegno, speranza

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